Doppiaggio italiano assente da Tomb Raider, per protesta Elda Olivieri doppia il trailer Legacy of Atlantis
Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // Luca_Maiolini.
Tomb Raider: Legacy of Atlantis
Sono trascorsi poco più di due mesi dalla presentazione del nuovo Tomb Raider: Catalyst e del remake Tomb Raider: Legacy of Atlantis. Eppure l’utenza sta continuando a portare avanti, con convinzione, la discussione sull’assenza doppiaggio. Infatti, per la prima volta nel franchise, ci sarà un videogioco di Tomb Raider che non presenterà il doppiaggio italiano. Recandosi nella pagina Steam, è possibile notare che Legacy of Atlantis sarà doppiato in Inglese, Francese, Tedesco, Portoghese, Spagnolo (America Latina) e Cinese (Semplificato). Tra le lingue escluse, figurano quella Italiana e Spagnola.
Le polemiche non si sono fatte attendere. Abbiamo avuto conferma che anche l’ufficio di pubbliche relazioni, al quale fa affidamento Amazon Games, è a conoscenza del fatto e, ci hanno informato, che anche la community Spagnola e Polacca sono insorte contro questa decisione. Da notare che Legacy of Atlantis non presenta neanche i sottotitoli Polacchi.
A tale scopo si è fatta avanti anche Elda Olivieri, storica doppiatrice di Lara Croft, che si è prestata al doppiare (amatorialmente) il trailer del remake, rivisitandolo in modo da dare maggior importanza e lustro al doppiaggio. Il trailer ha raggiunto anche la community spagnola, che ha riproposto il trailer attraverso l’account X, dove si legge:
Elda Olivieri, doppiatrice italiana di grande talento e molto amata dalla community, che ha prestato la sua voce a Lara Croft da Tomb Raider 2 a Temple of Osiris e ha accompagnato i nostri fratelli e sorelle italiani per tanti anni, ha doppiato il trailer di Legacy of Atlantis in italiano per difendere il doppiaggio!
Chiediamo che Tomb Raider sia doppiato nelle nostre lingue e ci opponiamo fermamente all’uso dell’intelligenza artificiale. Resisti, Italia, ti sosteniamo.
Nonostante la presenza di una petizione in rete, che in molte circostanze non si rivelano utilissime, suggeriamo di continuare a fare rumore. Attualmente sia l’ufficio PR che Amazon sono consapevoli della questione.