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Notizie 09 GENNAIO 2026 3 MIN LETTURA

Distant Shore: Bretagne “Portal e Mirror’s Edge coi magneti” sulla costa francese

Un’isola laboratorio distrutta dal collasso climatico

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Distant Shore: Bretagne “Portal e Mirror’s Edge coi magneti” sulla costa francese

Il New Game+ Showcase 2026 ha regalato il primo vero sguardo esteso a Distant Shore: Bretagne, nuovo progetto del team indie francese DISTANT SHORE, ed è subito emerso come una delle sorprese più forti dell’evento. Si tratta di un action‑adventure in prima persona a base di parkour, fisica avanzata e magnetismo, mostrato con un lungo gameplay trailer dedicato.

Un’isola laboratorio distrutta dal collasso climatico

Il trailer presentato allo show introduce il protagonista Aaron, trasportato sui bordi della misteriosa Genyak Island, versione fittizia di una costa bretone devastata dal cambiamento climatico. Sullo sfondo ci sono i resti di un vecchio sito di ricerca, la cosiddetta West Zone, abbandonata dopo un disastro ambientale.​

L’obiettivo di Aaron è duplice:
da un lato recuperare dati BIO2 perduti, dall’altro rintracciare il fratello scomparso, che lo contatta in apertura con un messaggio radio facendogli da filo emotivo dell’avventura.​​

A rompere la quiete dell’isola c’è la presenza costante della Cloud, una sorta di entità meteorologica senziente che aleggia in cielo e osserva ogni movimento del giocatore, aggiungendo tensione all’esplorazione nonostante l’apparente pace dei panorami costieri.

Magnetismo, parkour e fisica come cuore del gameplay

Il focus del segmento al New Game+ è stato chiarissimo: nessun combat frenetico, ma controllo totale dell’ambiente grazie a un paio di guanti magnetici.

Il trailer mostra Aaron:

  • che sposta, piega e spezza strutture metalliche per aprirsi nuovi percorsi;
  • che attiva macchinari spenti canalizzando l’energia attraverso cavi e bobine;
  • che crea piattaforme estemporanee e corridoi sospesi su cui lanciarsi in sequenze di parkour tra salti, scivolate e arrampicate.

Il risultato è un sandbox fisico in prima persona, descritto dagli stessi sviluppatori come una sorta di “Portal con i magneti”: niente portali, ma la stessa enfasi su puzzle basati sulla creatività del giocatore e sulla comprensione delle regole del mondo.

La mappa, mostrata nel trailer come un’ampia sezione aperta di Genyak Island, punta più sulla densità di opportunità interattive che sulla pura estensione: ogni corridoio arrugginito, ponte crollato o traliccio abbattuto può diventare un pezzo di “lego metallico” da spostare, curvare o distruggere per raggiungere nuovi punti di vista, terminali nascosti o frammenti di storia ambientale.

Uno showcase pensato per farlo scoprire (e wishlistare)

Nel contesto di un New Game+ dichiaratamente creator‑led e senza slot a pagamento, Distant Shore: Bretagne è stato presentato come quel tipo di progetto “di nicchia ma immediatamente riconoscibile” che l’evento vuole portare sotto i riflettori: un indie ad altissimo concept che vive di fisica, atmosfera e level design più che di numeri e marketing.​

Al termine del segmento, è stato ricordato che Distant Shore: Bretagne è attualmente confermato per PC via Steam, dove il gioco può già essere aggiunto alla wishlist, mentre eventuali versioni console non sono ancora state annunciate ufficialmente.

Se il trailer del New Game+ è indicativo, la promessa è chiara: un viaggio solitario sulle rovine di una Bretagna futura, dove ogni pezzo di metallo può diventare un nuovo modo di attraversare la “riva distante” del titolo

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