Cygni All Guns Blazing: un Tyrian in epoca moderna – Recensione
La Grafica Cygni: All Guns Blazing ?
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Cygni All Guns Blazing: un Tyrian in epoca moderna – Recensione
Konami in questi ultimi anni sta vestendo il ruolo di editore, pubblicando videogiochi sviluppati da piccoli studi indipendenti sparsi per il mondo. In questa recensione vi parlo ovviamente di CYGNI: All Guns Blazing, uno Shoot Em Up sviluppato dallo studio svedese KeelWorks con un sorprendente Unreal Engine 4 a dispetto di molti altri studi che si sono letteralmente buttati su Unreal Engine 5, che però si è dimostrato estremamente sbilanciato: tanta qualità visiva, ma un gameplay a tratti poco soddisfacente.
La Grafica Cygni: All Guns Blazing ?
Il gioco si snoda attraverso 7 livelli con 3 opzioni di difficoltà, ma ha un’introduzione davvero difficile. Il primo livello è probabilmente il più complesso di tutti, poiché è uno dei più lunghi, richiede maggior multitasking nella gestione dei nemici in aria e sul suolo, e presenta più combattimenti contro i boss. Ovviamente devi giocarlo al primo avvio, senza nessuno degli upgrade presenti in gioco, il fatto è che l’impressione data, mi ha portato ad una conclusione: questo primo livello è chiaramente bilanciato intorno al fatto che tu li abbia già, come se si trattasse di una “Nuova Partita+”.
Il penultimo livello ha una difficoltà che mi aspettavo per lo scenario di apertura di uno Shoot Em Up: con nemici super semplici, quasi nessuna interazione con il terreno e un boss che probabilmente avrei potuto battere alla cieca basandomi solo sugli indizi sonori. Ad un livello analogo, in molti Shoot Em Up, ti aspetti una tempesta costante.

Visivamente, è fantastico durante le sessioni di puro gameplay e su questo non si discute. Però gli Shoot Em Up possono sembrare anche spazzatura, ma essere comunque molto divertenti. Tutte quelle esplosioni fantasiose sono davvero ottime per nascondere i proiettili nemici e occultare piccoli nemici in modo che possano sfuggirti e costarti punti potenziali.
Il Gameplay di Cygni: All Guns Blazing
Dal punto di vista delle meccaniche, CYGNI ha del potenziale. È uno dei pochi Shoot Em Up ad avere la possibilità di cambiare bersagli in tempo reale, scegliendo se affrontare le unità aeree oppure quelle terrestri, raccogliendo energia che può andare verso scudi o armi e personalizzando completamente il tuo schema di tiro base!
Molti segmenti si riducono a “spammare” missili per poi trasferire immediatamente un punto scudo dalle armi, mentre i nemici sconfitti rilasciano celle di energia per ricaricare il punto perso. Leggermente frustrante come dinamica oltre che inutile al fine di creare una strategia. Sarebbe stato meglio mettere i prima i punti negli scudi e dopo nelle armi, considerando che con i dorsali del pad può rivelarsi abbastanza ostica come cosa, soprattutto nelle fasi più concitate, mentre con la rotellina del mouse non risulta così fastidioso.

Per quanto riguarda i bersagli terrestri, la maggior parte delle volte sono solo elementi distruttibili, a mo’ di passatempo, senza alcuna influenza sul combattimento reale. Pochi rappresentano una minaccia antiaerea, praticamente giusto in un paio di livelli, e altri rilasciano dei potenziamenti, ma generalmente puoi ignorarli in sicurezza. Solo un singolo boss richiede la gestione di entrambi i bersagli: terrestri, con il boss stesso; aerei, attaccando i tentacoli di supporto che evoca. Nel livello iniziale e anche in un altro, puoi vedere e aiutare un po’ le forze alleate terrestri che affrontano nemici, ma questo non ha alcun impatto se non su un inutile contatore numerico “alleati persi”.
“Beh, forse il gioco è progettato per perfezionare e ottenere il punteggio più alto!” è una possibile giustificazione. Però, molti Shoot Em Up del passato, pur essendo orientati al punteggio, hanno comunque più fascino e sono più facili da “leggere” grazie ai loro stili artistici stilizzati e unici. Non mi sono davvero sentito eccitato giocando a CYGNI, come con la serie Aero Fighters, Tyrian 2000 (videogioco con cui giudico tutti gli altri Shoot Em Ep!), Ikaruga o Raiden.
CYGNI ti prende per la grafica, per la meccanica delle armi secondarie e gli scudi, ma dopo aver finito la prima run non ho poi così tanta voglia di rigiocarlo. Al contrario di come avviene per Ikaruga e altri titoli dello stesso genere (persino Deep Space Waifu mi da più motivazione).
Eppure questo genere di giochi dovrebbero essere altamente rigiocabile.
Considerazioni finali

C’è del potenziale, ma nel complesso consiglio di saltarlo. La percezione data è quella di aver pagato 20€ per la grafica, 5€ per il gameplay effettivo e 5€ per le nuove idee verso un buon Shoot Em Up. KeelWorks sembra aver scelto la quantità rispetto alla qualità nel combattimento effettivo, riponendo la qualità nei punti sbagliati. L’esplosioni sono fantastiche e la grafica epica ti tiene incollato allo schermo, ma purtroppo tutta questa epicità, questa bellezza grafica, rende l’azione su schermo estremamente confusionaria, in special modo quando si “mescolano” i proiettili nemici coi potenziamenti rilasciati una volta abbattuti.
Anche la difficoltà ha parecchie criticità. Appena comincerai a sbloccare i potenziamenti, dopo aver capito le meccaniche di gioco, CYGNI diventerà una passeggiata anche a livello difficile.
Uno degli aspetti più interessanti, è senz’altro la possibilità di poter scegliere come bersagli i nemici in aria o a terra, peccato che non sia così fondamentale ai fini del gioco, dal momento che solo un boss richiede un po’ di strategia. Per il resto è più una perdita di tempo.
Però c’è da dire che KeelWorks è vicino al creare qualcosa di grande, quindi confido nel prossimo progetto di questo studio. CYGNI è il primo progetto, per quanto sia acerbo e abbia delle criticità, penso che sia tanta roba, un po’ come quando vidi per la prima volta Remember Me di Don’t Nod oppure Heavenly Sword di Ninja Theory e sappiamo che carriera hanno fatto questi due studi, quindi per KeelWorks io prevedo lo stesso.
C’è del gran potenziale in questo primo prodotto e non vedo l’ora di vedere cosa faranno in futuro, imparando dai loro errori.
Consigliato solo agli appassionati del genere che probabilmente sono in astinenza
