Cyberpunk 2077: Va comprato nonostante i Bug?

Cyberpunk 2077

A cura di Luca Maiolini

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Nell’ultimo periodo CD Projekt Red è stata soggetta a numerose critiche da parte di un’utenza infuriata come non mai, a causa delle condizioni in cui versava Cyberpunk 2077 al lancio. Ne abbiamo parlato, ma in breve il gioco era seriamente mal ottimizzato su PlayStation 4 e Xbox One — anche su PC, con determinate configurazioni, la situazione non era delle migliori —, ma il team di sviluppo non è stato con le mani in mano e nel giro di circa 2-3 settimane ha rilasciato la bellezza di quattro patch, con l’obiettivo di migliorare la giocabilità e risolvere alcuni bug. 

Quanto state per leggere non sarà una recensione, Cyberpunk 2077 mi si è presentato come un progetto dalle dimensioni considerevoli e in tutta onestà non mi sento, attualmente, in grado di recensirlo, ma voglio riportare quella che è stata la mia esperienza, tra gli innumerevoli bug, un’ottimizzazione per nulla all’altezza, il tutto condito con un videogioco che dal punto di vista ludico mi ha tenuto incollato allo schermo per oltre 100 ore.

Leggende di Night City 

La trama di Cyberpunk 2077 può diramarsi in diversi modi, in base ad alcune scelte effettuate durante il corso dell’avventura, partendo proprio dal suo inizio dove bisognerà scegliere il proprio background. 

Sebbene vi sia la possibilità di poter alterare il corso della storia, con le proprie scelte – che non sono poche, ma neanche così tanto influenti come ci si potrebbe aspettare sul momento – la storia segue un suo binario ben preciso. 
Nel voler diventare una Leggenda ed essere ricordati per sempre a Night City, ci immergeremo in un “compito” sensazionale: rubare una tecnologia all’interno della sede della Arasaka, una delle corporazioni più potenti. Inevitabilmente andrà tutto storto e a causa di un incidente ci ritroveremo ad avere il “terrorista” Johnny Silverhand nella testa, che ci accompagnerà da quel momento fino alla fine.

Un vero piacere da giocare su PC… 

Alla fin fine Cyberpunk 2077 non va a proporre nulla di effettivamente nuovo o inedito all’interno del panorama videoludico, ma c’è da dire che quel che vuol fare lo fa decisamente bene. 
Il gameplay è estremamente vario, se pensiamo a quante opzioni ci vengono fornite, partendo dall’utilizzo delle più classiche armi da fuoco – che si dividono in tre sottocategorie – fino ad arrivare all’utilizzo delle armi bianche e degli hack, con possibilità di potersi buttare nella mischia o agire nell’ombra.  

Non da meno è Night City! Una città a dir poco incantevole, che dà il meglio nelle ore notturne grazie anche ad una illuminazione coi controfiocchi, in grado di stupire anche senza l’utilizzo della tecnologia RTX – ne so qualcosa, avendolo giocato con una GTX 1080. Nonostante io sia arrivato nel 2020 con un certo senso di stanchezza nei confronti degli open-world, posso affermare con assoluta sincerità che in questo caso non mi sono mai stancato di girovagare per le strade della megalopoli. 

Un po’ come in The Witcher 3 e la missione relativa al Barone Sanguinario, anche in Cyberpunk 2077 sono presenti numerose missioni secondarie. Molte sono di stampo classico, utili per recuperare qualche eddie e aumentare il livello del nostro personaggio, mentre altre propongono dei “mini archi narrativi” ben sfaccettati come quelli di Delamain e River o della nomade Panam.

Un doppiaggio eccezionale

Mi sento in obbligo di dedicare questo piccolo paragrafo all’eccellente doppiaggio. Non capita spesso di avere tra le mani un videogioco con un doppiaggio di questo livello, quando è composto da una valanga di linee di dialogo. Un plauso va assolutamente fatto a Martina Felli che dà la voce alla V femminile ed a tutti gli altri! Potrei elencarli, ma ho registrato un breve video dove potrete scoprire le principali voci:

Spero che possiate gradire questo piccolo gesto!

…Ma non è tutto oro ciò che luccica 

Si, è stato un piacere da giocare. La storia e la narrazione sono state estremamente piacevoli. Johnny  Silverhand – quanto meno nella mia partita – si è dimostrato esser un compagno profondo ed a tratti spassoso, delle volte mi son divertito a punzecchiarlo anche solo per provocarlo. Però, quel “non è tutto oro ciò che luccica” non sta lì tanto per. Cyberpunk 2077 presenta delle importanti criticità, che vanno a minare l’esperienza di gioco. 

Sebbene abbia adorato esplorare Night City, non posso dire che il comportamento della popolazione mi abbia soddisfatto. Certamente la città è ricca di elementi che le danno vita, ma l’IA generale danneggia – in minima parte – l’atmosfera: è seriamente brutto vedere la popolazione che fugge via per un non nulla oppure che non batte ciglio qualora si decidesse di parcheggiare il proprio veicolo nel bel mezzo della strada. 
Anche l’IA dei nemici, saltuariamente, si comporta malamente. Si possono aprire le porte davanti a qualcuno e questo non batterà ciglio, stessa cosa se si mette KO un nemico con una presa alle spalle mentre sta dialogando col compagno a meno di un metro di distanza.

La condanna dei bug

Giocando su PC, ho potuto costatare un’ottimizzazione decisamente altalenante, con dei crolli di frame rate del tutto ingiustificabili, ma a peggiorare la situazione sono stati gli innumerevoli bug presenti, alcuni decisamente ignorabili mentre altri mi hanno costretto a caricare un salvataggio oppure a riavviare il gioco. Tra i bug più comuni, mi viene da menzionare quello che va a compromettere l’utilizzo del controller – che io uso quando guido, per una maggior comodità e controllo del mezzo –, difatti molto spesso mi è capitato di dover riavviare il gioco perché gli input non venivano rilevati.

E poi ci sono quei problemi che possono dar fastidio, in base a persona e persona

In Cyberpunk 2077 vi è la possibilità d’instaurare delle relazioni con altri personaggi, un aspetto che durante le fasi promozionali è stato più volte menzionato, esaltando anche le scene più esplicite realizzate col motion-capture. Queste relazioni soffrono di tre particolari problematiche:

  • Attualmente ci sono ben pochi personaggi tra cui scegliere, senza considerare che la scelta sarà vincolata dal tipo di corpo scelto, come accade per River (etero) e Judy (omosessuale);
  • Una volta completato l’arco narrativo, il compagno scelto non avrà più nessuno scopo, se non in una piccola sequenza in base al finale scelto;
  • Non vi è alcun limite imposto sulle relazioni che si possono avere, dunque, se avete creato una V con una corporatura femminile, potrete avere una relazione con River e Judy senza alcuna ripercussione.

Un altro aspetto che può far storcere il naso, è il peso delle scelte effettuate durante il corso della storia. Sebbene vi siano diversi finali ed epiloghi, molte scelte ed il background selezionato inizialmente, andranno a dare un peso soltanto ad alcuni aspetti che girano attorno al nostro avatar.

Quindi Cyberpunk 2077 va comprato?

Per quanto concerne la mia personale esperienza, con tutti i bug e problemi che ho riscontrato, Cyberpunk 2077 si dimostra essere un titolo più che valido, tra alti e bassi, ma che dovrà esser analizzato per bene dopo le varie patch che lo andranno a perfezionare. Ora come ora, è come approcciarsi ad un titolo in accesso anticipato, un po’ come accadde nel 2016 con Final Fantasy XV di Square Enix, ma anche come accaduto più volte coi titoli Bethesda come The Elder Scrolls V: Skyrim od il più recente Fallout 76.

Ci sarebbe molto altro di cui parlare, ma chissà, magari tra un paio di mesi tornerò ad ammorbarvi con questo viodeogioco, magari elogiandone il supporto oppure a sconsigliarne l’acquisto.


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Di Luca Maiolini

Gli FPS a stampo militare erano il mio pane quotidiano e gli RTS facevano da contorno, Brothers in Arms ed Imperivm erano il mio chiodo fisso. Poi, venne il giorno in cui abbracciai PlayStation 3 e mi collegai alla rete, così una valanga di videogiochi mi piombarono addosso! Ad oggi mi ritrovo a giocare un po' di tutto, dai titoli Platinumgames fino ai JRPG di casa Square Enix.