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Notizie 15 DICEMBRE 2025 5 MIN LETTURA

Community divisa e “ratti”: come Embark Studios sta gestendo il conflitto in ARC Raiders

La community di ARC Raiders separata tra PvE e PvP: ma cos'è ARC Raiders?

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

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Community divisa e “ratti”: come Embark Studios sta gestendo il conflitto in ARC Raiders

Da quando ARC Raiders è stato pubblicato, un problema è saltato immediatamente all’occhio: il bilanciamento col PvP. Attualmente la community ha una frattura importante, creatasi tra chi desidera recuperare materiali o equipaggiamento e chi invece predilige lo scontro con gli altri giocatori. Questa frattura sta creando una seria divisione, generando costante tossicità che allontana quei giocatori desiderosi di trovare un ambiente tranquillo.

Nel mio piccolo, sono entrato in un dei classici gruppi che si creano su Facebook, tanto per monitorare la situazione e farmi un’idea sul rapporto tra i giocatori. Il “campione che ho osservato” non è propriamente grande, pur essendo un gruppo da 9.000 membri (non conosco la media degli utenti attivi), ma mi sento di poterlo considerare uno specchio della realtà, seppur ridimensionato, grazie anche al sentore percepito dalla community internazionale.

La community di ARC Raiders separata tra PvE e PvP: ma cos’è ARC Raiders?

Venendo al problema, ARC Raiders è un videogioco che sulla carta propone un approccio ibrido: PvEvP. Questo fa sì che di base, non può essere considerato esclusivamente un titolo competitivo (PvP) oppure cooperativo (PvE). Il concetto posto alla base, segue perfettamente la lore tracciata da Embark Studios. I giocatori vestono i panni dei Raider, che si recano in superficie per raccogliere quanti più materiali, equipaggiamenti e informazioni per poter fronteggiare la minaccia segnata dalle ARC. Tecnicamente lo scenario medio, dovrebbe vedere i Raider fronteggiare le ARC, mentre altri potrebbero tendere agguati ad altri Raider per rubare il loot in circostanze dove il tempo a disposizione è agli sgoccioli.

La sua pubblicazione è stata protagonista di un periodo all’insegna della comprensione. Inizialmente, i giocatori si affrontavano piuttosto casualmente, ma dopo un periodo che si potrebbe definire di “assestamento”, si era venuto a creare una specie di clima votato alla cooperazione. Tanto che non sono mancati articoli e video ad opera di altri portali e content creator. Al punto che anche io, nella mia recensione, ho dovuto rimetter mano al paragrafo relativo le dinamiche di gioco: sì, perché nelle prime ore di gioco, mi ritrovavo spesso e volentieri con giocatori intenti a fare PvP randomico.
Sfortunatamente questo periodo non è durato poi molto. Come accade spesso coi videogiochi che suscitano interesse, si è creato un passa parola piuttosto crescente, che ha portato ARC Raiders all’attenzione di content creator differenti fino ad una fetta di giocatori differenti: questa combinazione di fattori, in aggiunta al completamento dei contenuti di gioco (progressione del personaggio e la ricerca dei progetti), ha portato con sé la piaga dei così detti “ratti”.

Nella community di ARC Raiders, i “ratti”, sono quei giocatori votati quasi ed esclusivamente al PvP. Approcciandosi al gioco come se si trattasse di un qualsiasi videogioco di stampo competitivo. Alcuni sfruttano approcci concettualmente coerenti col videogioco stesso, pur facendolo a oltranza, altri invece mirano semplicemente ad incrementare le proprio uccisione nelle statistiche: spoiler, al atto pratico non serve a nulla. Questa invasione ha successivamente generato la fazione di quei giocatori che hanno la pretesa di un approccio PvE, la quale definisce “ratti” la chiunque. Da qui, la frattura e la crescente tossiticità.

La possibile soluzione: un matchmaking intelligente

Proprio in virtù dei problemi riscontrati al lancio di ARC Raiders, nella mia recensione gettai una mia considerazione personale. Una dinamica di gameplay che rendeva concreta e reale, ai fini del videogioco stesso, la presenza dei Player Killer. Un po’ come avviene anche in The Division col marchio del traditore.

Però, dal portale PC Gamer, ecco arrivare una dichiarazione che potrebbe sedare gli animi: un matchmaking che gira attorno all’aggressività dei giocatori. // Elie_Gould,_autrice_dell’articolo_per_PC_Gamer_e_di_cui_sto_per_parlare, testimonia la presenza di un matchmaking differente. Dopo aver sparato e messo KO un Raider, si è ritrovata in svariate lobby dove i giocatori sparavano a vista. Ma è dopo aver completato una serie di partite senza sparare a nessun Raider e compilato un sondaggio inerente al PvP, nel quale confermava che non le era piaciuto, ha iniziato a notare partite differenti dove la cooperazione era al centro dell’esperienza. Questa tesi è stata sollevata anche dal // content_creator_Domi, che ha deciso di condurre dei test sfruttando due account: uno dedicato esclusivamente ad un approccio amichevole (PvE) e un altro a quello più aggressivo (PvP).

Per il momento, da utente, mi sorge una sola domanda in merito: in uno scontro esiste l’attaccante e il difensore, di conseguenza come si comporta il matchmaking?

Per il momento è difficile affermare con assoluta certezza se sia tutto vero o frutto di mere coincidenze ed Embark Studios rimane piuttosto vago. Difatti, la dichiarazione ufficiale di Robert Sammelin, non chiarisce praticamente nulla: “Il matchmaking è piuttosto complesso, quindi analizziamo il comportamento e selezioniamo di conseguenza”. ARC Raiders è un videogioco che mira a rimanere supportato per anni, quindi è scontato aspettarsi una costante evoluzione. A tal proposito, nella giornata di domani è prevista la pubblicazione del aggiornamento Cold Snap.

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