Come Subverse ha rivoluzionato il sesso nei videogiochi
Un Capitano fuori dalle righe che dovrà ribaltare le sorti della Galassia
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Come Subverse ha rivoluzionato il sesso nei videogiochi
Da anni Steam ha aperto le proprie porte anche ai videogiochi pornografici e di recente anche GOG si è aggregato, il problema alla base di queste produzioni, che abbondano su piattaforme come // Itch.io, sta tutto nella qualità. Molto spesso produzioni di questo genere, per quanto dietro possa esserci una reale passione, si limitano a proporre dei banali elementi spiccatamente hentai e con delle banali meccaniche ruolistiche – tipiche dei più classici giochi di ruolo giapponesi – ibridate alle più classiche visual novel con interminabili dialoghi, il tutto sfruttando software alla RPG Maker.

Di conseguenza viene relativamente naturale snobbare videogiochi di questa categoria, etichettandoli tutti come banali e mediocri, eppure, nel sottobosco, qualcosa si sta smuovendo sempre più. Uno dei giochi più ambiziosi è senza alcun dubbio Subverse di Studio FOW, un team che fino a tempi recenti si è dedicato al proporre dei piccoli cortometraggi che prendono “spunto” dai videogiochi più celebri come NieR: Automata, Bioshock ed altri.
Subverse non vuole essere un videogioco del genere dallo stampo banale nel senso stretto del termine, vuole proporre un vero e proprio gameplay, certamente non alla pari delle produzioni a cui si ispira, ma è certamente un importante passo avanti. Anche dal punto di vista del genere hentai, o pornografico – a voi la scelta dell’etichetta – tenta di differenziarsi grazie alla più completa presenza di doppiaggio accompagnato dalla recitazione visiva da parte dei modelli poligonali.
Un Capitano fuori dalle righe che dovrà ribaltare le sorti della Galassia
Subverse ci butta nei panni del Capitano della Mary Celeste, di cui non abbiamo un nome e non vedremo il volto, che viene raggiunto da una banda di pirati spaziali. Il motivo? Pare che il Capitano abbia rubato – dal punto di vista di Tibold – l’androide DEMI e la navicella F3N1X. Le fila però sembrano essere manovrate da Fortune, che getta il Capitano proprio tra le grinfie del pirata, hackerando i sistemi della Mary Celeste e facendolo comparire sui radar, ed è qui che fa la sua comparsa la scienziata Lily, fuggita dall’Imperium in cerca di salvezza, almeno inizialmente.
Ma questo è solo il prologo. Tanto che una volta liberatosi da Tibold, viene letteralmente detto “È ora di dare un senso a questo gioco”. The Imperium è una specie di entità governativa che controlla e mantiene l’ordine della galassia, predicando purezza e rettitudine. Questo fino all’avvento di Nu Vegas, che si può definire un vero e proprio “bordello” dove regnavano perdizione e droghe, almeno fino all’intervento del Impero, che l’ha ridotto in cenere. La conseguenza di queste azioni ha portato ad una irrecuperabile perdita di controllo e corruzione che avanza anche tra le fila del governo imperiale.
Dunque, lo scopo ultimo del Capitano è radunare un gruppo di donne agguerrite con le quali distruggere The Imperium.
Un po’ (troppo) Visual Novel


Purtroppo Subverse ha un grosso problema – almeno nelle prime fasi di gioco che comprende l’intero primo atto -, nel suo voler inscenare una narrativa più vasta del normale, inserendo nel calderone diverse fazioni politiche, razze aliene e svariati personaggi – ognuno con una propria caratterizzazione – gli autori hanno bombardato il gioco con linee su linee di dialoghi, tanto da trasformare il tutto in una Visual Novel, rischiando di portare a noia il videogiocatore, pur essendo presenti diversi momenti parodistici.
I personaggi femminili che faranno parte dell’equipaggio e che aumenteranno poco a poco, ne avranno da raccontare sulle proprie origini, le proprie motivazioni che le han spinte ad aggregarsi al Capitano, i propri gusti più personali e via discorrendo. Non esiteranno dal comunicare anche degli aggiornamenti sul proprio stato e di condividere informazioni sulla preziosa Mary Celeste, una nave dalle proprietà incredibili. Molti dei dialoghi presenti, sebbene siano ben recitati, potevano trovare spazio in semplici file da leggere e recuperare in un secondo momento, facendo sì che le lunghe sessioni in cui X personaggi parlano, non si tramutino in “Braccia conserte e si aspetta di far qualcosa”.
Un po’ Turni un po’ Shoot ‘em up
Fortunatamente non si passa tutto il tempo a fissare il monitor ed è proprio qui che si avverte uno dei punti più interessanti di Subverse, il suo duplice sistema di combattimento. Le sessioni di gioco si dividono sostanzialmente in tre parti:
- visual novel, dove si approfondiscono personaggi, fazioni e l’Universo Narrativo;
- quando non ci si trova nello spazio aperto, si dovranno affrontare orde in uno scenario con combattimenti a turni con visuale isometrica, con la possibilità di scegliere e personalizzare la propria squadra composta da mostri geneticamente modificati;
- infine il classico Shoot ‘em up dove si manovra la propria navicella, la F3N1X, con la quale affrontare orde di nemici con difficoltà crescente.
I combattimenti a turni vedono protagonisti un membro a scelta dell’equipaggio, ognuno con delle proprie abilità e modi di combattere, ed un massimo di tre creature da scegliere tra le diverse da creare man mano che si recuperano oggetti nelle sezioni Shoot ‘em up. Ogni personaggio presente all’interno di Subverse disporrà di un livello individuale, man mano che esso aumenta, verranno sbloccate nuove abilità.



Di contro le fasi Shoot ‘em up sono estremamente classiche, vedono protagonista la piccola F3N1X potenziabile nel hangar della Mary Celeste e degli scontri gestiti sull’altrettanto classico sistema ad orde. Qui si potrà scegliere la propria accompagnatrice, comportando una seconda modalità di fuoco speciale che si dimostra utile in situazioni differenti.
Hentai, la parte “centrale”
La parte centrale di Subverse è di certo quella Hentai, che si palesa sia durante la narrazione principale, con sequenze video piazzate in specifici momenti degne dello Studio FOW in fatto di qualità visiva (animazioni e comparto grafico), sia all’interno del gioco tramite due modalità di gioco: PANDORA, dove si possono mettere in successione diverse mini-sequenze sbloccabili man mano che si guadagnano PP giocando, e l’immancabile “modalità foto”, che poi non è altro che un vero e proprio set fotografico dove è possibile personalizzare lo sfondo, i filtri e le pose mediante alcuni crediti guadagnati giocando e l’aumento di livello della statistica Devotion.
Sebbene questa parte sia riassumibile in così poche righe, va detto che ogni “fibra” del videogioco è tendente allo scenario hentai: tra le linee di dialogo, una componente che strizza l’occhio ai daiting sim (utile per accrescere Devotion), l’estetica in generale anche coi i nemici e le creature da utilizzare in combattimento, e via discorrendo.

Tanta ambizione, per un progetto in costante miglioramento e crescita
Subverse mi ha stupito. Non è il classico videogioco hentai che svolge il suo compitino solo per la sua essenza, cerca di fare qualcosa in più, che va oltre il lavoro svolto da altri team, proponendo un gameplay sì semplice, ma che riesce ad intrattenere. Inoltre, le possibilità di ampliare la propria rosa di creature e potenziare la nave, donano un senso di crescita e progressione soddisfacente che può spingere ad esplorare in lungo e in largo.
Un ulteriore passo avanti lo si riscontra anche dal punto di vista grafico e recitativo. I modelli poligonali sono di alta qualità ed il doppiaggio riesce a dare uno spessore veramente degno di nota, sia rispetto ad altre produzioni che per la sua natura da videogiochi indie.
Dalle recensioni pubblicate negli ultimi, Studio FOW è riuscito ad ampliare tutti gli elementi di gioco, dalla componente hentai a quella ludica dello Shoot ‘em up, superando di gran lunga le 5-6 aspramente criticate delle build iniziali del 2021 (ora arrivate attorno alle 15-16).
Attualmente Subverse è ancora sotto Accesso Anticipato. Studio FOW ci ha comunicato che il Cloud, attualmente assente, verrà aggiunto una volta che il videogioco verrà rilasciato nella sua interezza; altra assenza è l’italiano, assieme ad altre lingue, anche qui ci è stato riferito che verranno effettuate alcune indagini di mercato, in base alle richieste ed alle leggi statali individuali verranno prese le dovute decisioni.