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Call of Duty: Modern Warfare 4 – Recensione Versione PC

// Estratto by AI Dopo anni di delusioni, il nuovo Call of Duty: Modern Warfare 4 rilancia la campagna, offrendo una storia che riconquista i fan storici del franchise.

// Call of Duty: Modern Warfare 4 8 MIN LETTURA
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Call of Duty: Modern Warfare 4
// Scheda gioco

Call of Duty: Modern Warfare 4

Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PC (Microsoft Windows), PlayStation 5 23/10/2026
CONSIGLIATO

Nel 2020 scrissi un articolo che, a vederlo oggi, non lo definirei proprio il massimo. Il protagonista era Call of Duty: Modern Warfare, il reboot dal quale Infinity Ward avrebbe potuto tracciare una nuova direzione per l’intero franchise in ogni sua sfaccettatura. Quel reboot non era perfetto, però era il miglior Call of Duty da diversi anni a quella parte. Sfortunatamente, dopo la sua uscita, sia il franchise sia il filone Modern Warfare, non hanno brillato minimamente. Dopo il 2019 sono stati pubblicati altri sei titoli della serie, tra cui un terribile Modern Warfare 3 che in tutta franchezza non lasciava presagire nulla di buono per il futuro. Nel mentre Treyarch ha tentato di risollevare gli animi con Black Ops 6, confezionandolo con delle idee completamente inconcepibili, per poi mandare tutto in vacca col disastro raggiunto con Black Ops 7.

Qui non voglio affrontare il multiplayer, lo faccio presente già da ora. La strada intrapresa da Activision ha fatto di Call of Duty un qualcosa di ben lontano da quello che era attorno al 2010. Passi il crollo creativo generato dopo la frattura interna di Infinity Ward e i tentativi da parte di Treyarch, come con Black Ops 4 nel rinnovare il franchise. Passino anche gli esperimenti di Sledgehammer con Advanced Warfare e Infinite Warfare. Però, le fesserie in ambito multiplayer sopraggiunte con l’esordio di Warzone no. Per quanto mi riguarda, quella roba lì ha decretato la morte del mio interesse nei confronti di Call of Duty come serie. L’unica ragione per la quale ho ripreso a interessarmi è il Game Pass, che mi ha dato l’opportunità di giocare alcuni dei capitoli successivi a quel Modern Warfare che mi aveva completamente sorpreso. Tutto questo per dire una roba banalissima. Non mi soffermerò sul multiplayer in relazione ai precedenti, proprio per il mio disinteresse generale. Il mio approccio con Call of Duty: Modern Warfare 4 è quello di un appassionato che torna dove in passato è stato bene, sperando di ritrovare quella sensazione piacevole.

Terminata la campagna, mi ritrovo a pensare: con Call of Duty: Modern Warfare 4 vorrei dire che Call of Duty è nuovamente tornato, ma ce la farà a mantenere questo standard?

Dove tutto ha inizio: una storia che colpisce dove deve, con una certa furbizia se si è appassionati dei vecchi Modern Warfare

La storia riprende da dove s’era conclusa con Modern Warfare 3, ma qualora aveste rimosso qualsiasi traccia di quel videogioco traumatico, all’interno di Modern Warfare 4 è presente un brevissimo riepilogo, accessibile dalla home del menù dedicato alla campagna permette di rinfrescare la memoria.

Dall’enorme premessa, dovrebbe essere piuttosto chiaro che le mie aspettative erano piuttosto bassine nei confronti di questo nuovo capitolo. Eppure, contro ogni mia più rosea aspettativa, la storia funziona davvero. Call of Duty: Modern Warfare 4 sembra essere stato concepito per gli appassionati di vecchia data, sotto moltissimi aspetti. Lo studio di Infinity Ward è tornato a proporre una narrazione classica: da una parte lo scoppio del conflitto tra Corea del Sud e la Corea del Nord; dall’altra una caccia all’obiettivo per soddisfare la propria sete di vendetta, che mette in piedi lo scenario “Il cacciatore che diventa preda”. Il tutto costruito sul costante cambio di personaggi tra una missione e l’altra.

Da notare che a differenza del disastro totale creato con Modern Warfare 3, Infinity Ward ha saputo riportare tutto sui binari giusti. La storia ha un ritmo d’azione costante, sfruttando le consuete sequenze cinematografiche che fanno da collante tra gli eventi di inizio e fine missione. L’unica eccezione è rappresentata dalla missione open-map, presente anche in questo MW4, ma sfruttata in un modo che definirei intelligente. Il contesto che porta a esplorare la mappa è credibile. Questo non è assolutamente scontato, considerando il risultato dei capitoli precedenti. Va in oltre detto che l’effetto “Sto giocando Warzone in modalità offline”, presente in MW3, è completamente assente.

Sono morto e spesso

Ora non so se il giocarlo sotto influenza, tra raffreddore, tosse e febbre possa aver avuto un impatto sulle mie prestazioni in gioco. Però, devo dire che Modern Warfare 4 si presenta come uno dei Call of Duty con la difficoltà più elevata. Chiaro che queste parole non debbano essere considerate come “Call of Duty: Modern Warfare 4 è difficile”, ma considerando i capitoli precedenti questo è quello dove sono andato a terra più spesso. Ipotizzo che la scelta di game design delle corazze (presenti anche in altri capitoli) abbia incrementato la difficoltà generale, dove una disattenzione di troppo causa l’inevitabile morte.

Per il resto è il classico Call of Duty che prospera benissimo nella sua linearità. Il sistema di movimento si sposa perfettamente col gun-play che risulta sempre soddisfacente, affiancato da un’esperienza di gioco proiettata verso sequenze estremamente cinematografiche. Non mancano gli inseguimenti sui tetti o scontri in città, situazioni nelle quali si deve prestare attenzione attenzione ai civili. L’opposto vale per la Corea, dove la guerra porta con sé costanti bombardamenti e distruzione di edifici. Come di consueto, non mancano sessioni di gioco nelle quali si spara a bordo di mezzi (più o meno corazzati).

Aggiungo che ho notato anche un’altra particolarità. Nelle mie sessioni di gioco ho notato come il fuoco nemico sia sensibilmente più punitivo. Potrei ricordare male, ma nei capitoli precedenti il fuoco amico veniva tollerato un po’ di più. In Call of Duty: Modern Warfare 4 decretano il game over anche un proiettile sparato male o un soldato che si muove verso una granata lanciata in un punto.

Lucie e ombre nel comparto tecnico PC

Call of Duty: Modern Warfare 4 è il classico gioco che a vederlo si esclama “Wow. Spettacolare!”. Le animazioni sono ottime, l’espressività dei personaggi principali è eccellente. Tutti gli ambienti restituiscono le giuste e rispettive atmosfere. Nulla sembra fuori posto, ma poi ci si sofferma sui dettagli o su alcuni elementi durante le scene, finendo per notare rumore ovunque. Rumore nella barba di Price o nelle ombre proiettate dalla luce che lo colpiscono, un anti-aliasing poco curato quando in scena sono presenti grate o altri elementi. Strane situazioni dove il framerate cala vertiginosamente, per poi tornare stabile oltre i 70-80FPS. Però, l’aspetto più strano sta nell’impossibilità di poter attivare il DLSS quando è attivo il Ray Tracing. Una scelta che, da giocatore, non comprendo e non condivido minimamente.

Poi ci sono loro, le sequenze cinematografiche. È come se Beenox abbia eseguito un porting parziale. Tolto il fatto che la risoluzione è inferiore al 3440×1440, causando una scarsa definizione in diverse circostanze che emerge soprattutto in presenza di alcune scritte, molte delle sequenze di stampo cinematografico non sono fluide come dovrebbero, altre sembrano essere afflitte da un problema simile al ghosting. Il che è un grosso problema nel momento in cui si assiste a scene drammatiche o ad alta tensione. Attualmente non ho possibilità di determinare quale sia la causa, se il monitor 21:9 per le quali le sequenze vengono riadattate o un problema insito della versione PC.

Il Call of Duty che ci meritavamo, almeno per la sua campagna

Ora non so se quella figura mitologica che ha fatto in modo che ‘sto videogioco vedesse la luce, abbia giocato gli originali Modern Warfare o c’abbia addirittura lavorato. Però, giocando Call of Duty: Modern Warfare 4, ho avuto la costante percezione di avere tra le mani un prodotto cucito su misura per me. O per chi ha giocato la vecchia trilogia.

Diverse missioni mi hanno riportato alla mente dei collegamenti, prettamente situazionali, con la trilogia originale. Partendo da alcune azioni compiute dai personaggi fino agli inseguimenti o sequenze più specifiche, che non voglio citare per rovinarvi le sorprese.

Non è il miglior Call of Duty di sempre, ma è sicuramente il migliore di questo decennio. È il Call of Duty che dovevano realizzare per chi, con questo franchise, ci è letteralmente cresciuto. È quel Call of Duty che torna ad avere il coraggio di prendere scelte difficili, non come quelle degli originali Modern Warfare, ma dà quella consapevolezza che ogni soldato può morire da un momento all’altro. E mancava da tempo. Con questo capitolo si è tornati anche sul campo di battaglia, con una guerra vera e propria che non si vedeva da tempo. Con tutto ciò che ne consegue: mezzi corazzati che distruggono le strade, attacchi aerei che abbattono edifici, la morte seminata ovunque. Non è spettacolarizzazione fine a sé stessa, ma è la guerra che Call of Duty ha sempre messo in scena nel suo passato, ma che da tempo latitava. Oso dire di più, è quello che ci si aspettava anche dalla storia di Battlefield 6, sulla quale Electronic Arts puntava tanto per rivaleggiare con Call of Duty, salvo poi rivelarsi una componente completamente dimenticabile e superficiale: sfido a trovare qualcuno che l’abbia ancora installata nel proprio SSD.

Call of Duty è finalmente tornato? Non credo, o meglio non lo credo in via definitiva. Lo pensavo anche nel 2019, quando questo riavvio di Modern Warfare ha preso il via, ma la serie è inciampata male e il franchise ha finito per crollare nuovamente su sé stesso. Non rimane che incrociare le dita e sperare in meglio. Dal canto mio, rimarrò in uno stato mentale di puro scetticismo.

// Origine del videogioco Acquistato dall'autore
// Valutazione finale CONSIGLIATO
4 / 5 · CONSIGLIATO

// Pro2

  • Storia e narrazione convincenti: ritorna la guerra come elemento preponderante, pur mantenendo quell'aura da spionaggio/thriller con una classica caccia all'uomo.
  • Il gameplay è ancora oggi una certezza: il sistema di movimento si sposa bene con il level design degli scenari, mentre il gun-play rimane ancora oggi tra uno dei più soddisfacenti.

// Contro3

  • Graficamente presenta qualche incertezza di troppo: le impostazioni sono numerose, ma l'impossibilità di poter "giocare" col Ray Tracing è un problema nel 2026.
  • Lato prestazioni è piuttosto solido, anche se si sono verificate occasioni in cui il framerate ha subito dei crolli anomali.
  • Emblematiche sono le sequenze cinematografiche, che sfortunatamente non sono perfette.
// Il verdetto

Call of Duty: Modern Warfare 4 è sicuramente uno dei migliori Call of Duty di questi ultimi 10 anni come tanto si vocifera in rete. Non so se sia migliore di quel Modern Warfare che ha dato il via a questa serie reboot, ma tant'è. Quanto meno per la campagna a giocatore singolo.

Infinity Ward ha dimostrato coraggio nella scrittura, prendendo delle decisioni che possono sorprendere. Altre invece suonano come un vero e proprio omaggio alla vecchia trilogia, culminando con dei titoli di coda che fanno salire un po' il magone.

Modern Warfare 4 è quel Call of Duty che tutti gli appassionati di vecchia data stavano aspettando: qualità narrativa, guerra, importanza data ai personaggi storici e una conclusione degna. La speranza è che da questo capitolo Activision e gli altri studi possano imparare qualcosa per il domani, anche se ci credo poco.

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