Battlefield 6 senza Ray Tracing al lancio: “Meglio far girare il gioco a tutti”
Perché EA ha scelto di saltare il ray tracing?
Redattore per Q-Gin. Clicca su '// TUTTI_GLI_ARTICOLI' per esplorare le altre pubblicazioni scritte da // Zell.
Battlefield 6 senza Ray Tracing al lancio: “Meglio far girare il gioco a tutti”
Il nuovo Battlefield 6 sarà uno shooter ottimizzato per la performance, rinunciando (almeno al lancio) alla tecnologia ray tracing. La decisione è ufficiale e viene direttamente dal technical director Christian Buhl, che a Comicbook.com ha dichiarato: “Non avremo ray tracing al lancio e non lo prevediamo nemmeno a breve”.
EA l’ha detto chiaro: Battlefield 6 al lancio non avrà ray tracing. Zero riflessini fotorealistici nelle pozzanghere, niente ombre pettinate da NVIDIA. Perché? Perché “volevamo concentrarci sulla performance”, spiega Christian Buhl, direttore tecnico del gioco.
Tradotto dal burocratese: invece di bruciare le GPU con effetti che vedono in tre, hanno preferito far girare il gioco anche a chi ha ancora un PC del 2018 (2015 come il sottoscritto ndr) che piange polvere. Una scelta che, nel 2025, sembra quasi rivoluzionaria: pensare ai giocatori invece che alle slide di marketing.
E sì, la differenza si nota. Chi ha provato la beta ha visto che mancano riflessi da cartolina e ombre da demo tecnica, ma al posto di frame ballerini ci sono esplosioni punchy e partite che non diventano un power point dopo due minuti.

Certo, per la serie è un passo indietro: Battlefield V era stato usato da NVIDIA come manifesto del ray tracing. Ma diciamocelo: meglio un server pieno di gente con frame stabili che un deserto con l’acqua scintillante.
EA promette che il gioco sarà ottimizzato per “le impostazioni di default e per gli utenti di default”. Insomma, un Battlefield che gira ovunque, e questa è già una notizia. Poi magari il ray tracing arriverà più avanti, ma intanto si parte con la base: giocabilità solida e community attiva.
Perché EA ha scelto di saltare il ray tracing?
Secondo Buhl, la priorità era garantire fluidità e accessibilità per la maggior parte dei giocatori: “Volevamo concentrarci sulle performance. Volevamo che ogni sforzo fosse diretto a ottimizzare il gioco per le impostazioni e gli utenti default”.
L’obiettivo di EA? Evitare che i requisiti hardware proibitivi allontanino i giocatori, specie dopo beta che hanno registrato un’alta percentuale di partecipanti con build minime o budget PC.
Compromessi visivi, ma l’azione resta top

La beta di Battlefield 6 ha mostrato la mancanza di riflessi realistici e ombre complesse tipiche del ray tracing, specie su superfici come piscine o vetri. Tuttavia il risultato è comunque molto buono: esplosioni d’impatto, illuminazione “classica” ben calibrata e nessun calo di frame rate nemmeno su configurazioni datate.
EA ha esplicitamente dichiarato di voler evitare dipendenze da tecnologie come DLSS per performance dignitose, puntando a un ottimo gameplay per tutti.
Un cambio di rotta per la saga
La serie aveva introdotto il ray tracing già con Battlefield V, elogiata da Nvidia all’epoca. La scelta di EA rappresenta una vera inversione rispetto all’approccio degli ultimi anni, privilegiando la popolazione dei server e la community attiva piuttosto che la rincorsa alla grafica ultra-realista.
Gli sviluppatori non escludono di implementare ray tracing in futuro, ma per ora l’attenzione è sul multiplayer fluido e accessibile.
In sintesi
Battlefield 6 ha deciso di mettere prestazioni e accessibilità al primo posto, saltando il ray tracing per garantire server pieni e competizione ad alto livello, senza spingere i giocatori a un aggiornamento hardware forzato. Un cambio di strategia che potrebbe rivelarsi vincente.
Del Resto Counter Strike 2 è ancora li a dettar legge con i suoi giocatori possessori delle loro fiammanti (si fa per dire) GTX 1650
Perché alla fine, chi gioca vuole una guerra epica, non uno screensaver.