Battle Realms è tornato con la Zen Edition
Un salto nel passato con Battle Realms
Battle Realms è tornato con la Zen Edition
Molto tempo fa, quando ero ancora un giovane nonnetto e andavo a lamentarmi dei miei primi cantieri, oltre a leggere i giornali e commentare ad alta voce tutte le notizie sputando fiumi di saliva addosso ai passanti (modestamente, ho salvato molte famiglie dalla siccità), ero anche un grande lettore delle care vecchie riviste cartacee come Giochi per il mio Computer, The Games Machine, eccetera. Una particolarità che spingeva molti di noi giovani a comprare queste riviste era il fatto che, con pochi spiccioli, potevamo ricevere anche dei cari vecchi videogiochi per il computer, oltre a comprare la rivista. Così ho avuto l’opportunità di giocare a numerosi titoli, e tra tutti quelli racimolati dalle varie riviste, ce n’era uno in particolare che ricordo ancora oggi come uno dei migliori strategici pubblicati da Ubisoft nel lontano 2001 e sviluppato dalla defunta Liquid Entertainment: il suo nome era Battle Realms.
Un salto nel passato con Battle Realms
Ma cosa aveva di così particolare questo gioco per colpirmi così tanto? Prima di tutto, l’ambientazione. Il titolo era ambientato in un regno fantastico ispirato alle culture orientali, in cui quattro clan si contendevano il dominio: il Clan del Drago, il Clan del Serpente, il Clan del Loto e il Clan dei Lupi. Ogni clan aveva un design unico che li rendeva veramente unici e esprimeva chiaramente le loro diverse filosofie e storie. Ad esempio, il Clan del Loto era una fazione di stregoni dediti a una magia oscura e proibita che li consumava e corrompeva dall’interno; il loro aspetto cadaverico rifletteva questo aspetto. Oppure c’era il barbarico Clan dei Lupi, in cui i membri della fazione, dediti a una magia druidica legata alla natura, mostravano tutta la loro ferocia con un aspetto molto animalesco e selvaggio, indicando il loro stretto legame con la fauna e la flora selvatica.
Una delle cose che mi colpì di più di questo gioco fu la sua campagna principale chiamata “Il viaggio di Kenji” in cui vestì, per l’appunto, i panni di Kenji, il giovane erede al trono del Clan del Serpente, tornato nelle sue terre dopo un esilio forzato dopo essere stato accusato dell’omicidio di suo padre. La particolarità di questa campagna era dovuta al fatto che era molto rigiocabile, poiché tutto si basava su una scelta iniziale: potevo decidere di giocare una campagna dalla parte dei buoni, ovvero con la fazione del Clan del Drago, o con i cattivi, ossia la fazione del Clan del Serpente. In entrambi i casi, avrei avuto unità uniche per ciascuna fazione scelta (per esempio, il Clan del Serpente aveva un nobile Samurai, mentre quello del Drago un disonorevole Ronin), vivendo storie completamente diverse.
Un’altra cosa interessante di questo gioco era che, già nel lontano 2001, era uno strategico molto atipico. A differenza di strategici come la rinomata serie Age of Empires, in cui ogni unità era creata con uno scopo e una mansione specifica, in questo gioco invece, anche il semplice contadino che normalmente non ha altro ruolo particolare se non quello di raccogliere risorse e costruire edifici, poteva diventare un’unità da combattimento con dei cicli di addestramento dopo essere stato inviato alla caserma.
La scoperta di… Battle Realms: Zen Edition
Ma perché vi ho parlato di questo gioco ormai parte dell’antico passato videoludico? Beh, il motivo è che mentre discutevo con gli amici Zetta e Luca di vecchi giochi “dimenticati”, curiosamente ci siamo imbattuti in una lista dedicata ai giochi abbandonati (ovvero, quelli lasciati in disparte dagli autori per scarso interesse commerciale) e abbiamo notato il nome di Battle Realms. Inizialmente pensavamo che il gioco fosse caduto nell’oblio, ma, con nostra sorpresa, abbiamo scoperto che non solo era ancora vivo, ma il suo creatore, Ed Del Castillo, aveva mantenuto i diritti sul gioco e aveva pubblicato una nuova versione rivista chiamata “Battle Realms: Zen Edition”, uscita nel 2019 e ancora in accesso anticipato. Questo gioco comprende sia il gioco base che la sua espansione, Battle Realms: Winter of the Wolf. Il motivo per cui il gioco è ancora in accesso anticipato è principalmente l’intenzione di Castillo di pulire il codice da bug e di ottenere un feedback diretto dalla comunità appassionata sulla struttura multiplayer.
Ed Del Castillo è un veterano dell’industria che ha lavorato all’interno di Origin System, lo studio fondato dal leggendario Richard Garriot (creatore della storica saga RPG Ultima), e successivamente nei Westwood Studios, noti per la saga di Commander & Conquer. In seguito, ha fondato il suo studio, Liquid Entertainment, da cui è nata la saga di Battle Realms. Hanno creato anche al gioco strategico sotto licenza “Il Signore degli Anelli: La Guerra dell’Anello”, prendendo ispirazione dallo stesso Battle Realms per il gameplay, e successivamente hanno sviluppato un intrigante connubio tra strategico e RPG intitolato “Dungeons & Dragons: Dragonshard”. Hanno sviluppato anche l’RPG “Rise of The Argonauts”, una sorta di Mass Effect ambientato nell’antica Grecia, ispirato al mito greco degli Argonauti e il Vello d’Oro. Differenziandosi notevolmente dal mito originale, il gioco permetteva ai giocatori di vestire i panni di Giasone, il quale intraprende un viaggio per resuscitare la sua sposa Alceme, brutalmente assassinata durante le loro nozze, tramite il Vello d’Oro. Lo studio ha continuato a operare nel mondo dei videogiochi, estendendo la sua attività anche al settore mobile, fino alla sua definitiva chiusura nel 2018.
In conclusione, dalle informazioni che ho potuto raccogliere facendo le ricerche del caso, il gioco sta ricevendo un forte supporto da parte del team di sviluppo; quindi, speriamo che possa rinascere nella sua forma migliore, consentendo anche ai nuovi giocatori di scoprire un ottimo strategico.
Con questo, vi saluto e ci vediamo al prossimo articolo.