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Editoriali 19 MARZO 2025 4 MIN LETTURA

Assassin’s Creed Shadows e il paradosso della saga: tra innovazione e tradizione, l’ancora di Salvezza di Ubisoft

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Assassin’s Creed Shadows e il paradosso della saga: tra innovazione e tradizione, l’ancora di Salvezza di Ubisoft

La saga di Assassin’s Creed non ha mai fatto breccia nel mio cuore. Da un lato vedo i fan affezionati che attendono ogni capitolo con entusiasmo, dall’altro ci sono giocatori come me, che per un motivo o per un altro, non hanno mai digerito la formula proposta da Ubisoft. Il paradosso più grande? Il capitolo più osannato, Assassin’s Creed II, è quello che considero il più osceno. Se questo è il punto più alto della serie, figuriamoci i sequel che i fan stessi considerano peggiori!

Il problema del “vecchiume” nel gameplay

Uno dei motivi principali per cui ho sempre evitato Assassin’s Creed è il gameplay, che trovo datato e poco dinamico. Anche i capitoli più recenti, pur avendo introdotto elementi RPG e un sistema di combattimento più strutturato, non sono riusciti a farmi cambiare idea.

Ho comprato qualche titolo in sconto per pura curiosità, ma ogni volta non sono mai riuscito a superare nemmeno il tutorial. Lentezza, meccaniche ripetitive e una sensazione di già visto mi hanno sempre spinto ad abbandonare l’esperienza dopo pochi minuti. Peccato, perché a livello narrativo alcuni episodi potrebbero anche essere interessanti, ma se il gameplay non mi coinvolge, non riesco a proseguire.

Assassin’s Creed Shadows: un cambio di rotta?

Eppure, qualcosa sembra essere cambiato con Assassin’s Creed Shadows, il nuovo capitolo ambientato nel Giappone feudale. L’ambientazione è sicuramente affascinante, ma ciò che ha catturato la mia attenzione è l’approccio al gameplay. Non perché sia un Assassin’s Creed, ma perché sembra proporre meccaniche stealth più simili ai vecchi giochi Ubisoft e un sistema di combattimento in stile “samurai” che potrebbe avere un certo fascino.

Se effettivamente il gioco saprà sfruttare elementi tattici e stealth, potrei persino dargli una possibilità. L’ispirazione a titoli classici come Splinter Cell potrebbe renderlo più interessante, e se il combattimento si rivelerà meno legnoso di quello visto nei precedenti capitoli, allora forse varrà la pena provarlo.

Il ritorno del retrogaming e il confronto con le produzioni moderne

Negli ultimi anni ho riscoperto il valore del retrogaming. Troppe produzioni moderne mi sembrano superficiali e prive di quel divertimento genuino che i giochi di una volta sapevano offrire. Il paradosso è che, nel 2025, alcuni titoli considerati “vecchi” risultano più divertenti di quelli attuali, pieni di microtransazioni, DLC obbligatori e meccaniche ripetitive.

In questo contesto, Assassin’s Creed Shadows potrebbe essere un titolo che si colloca a metà strada. Da un lato, introduce nuove meccaniche che potrebbero renderlo più interessante rispetto ai suoi predecessori. Dall’altro, rischia di essere un compromesso che non soddisfa né i fan storici né chi, come me, ha sempre snobbato il brand.

Il fascino del rifugio e degli elementi RPG

Un aspetto che invece trovo sempre piacevole nei videogiochi è la presenza di un rifugio in stile RPG. La possibilità di potenziare il proprio personaggio, migliorare l’equipaggiamento e personalizzare la propria esperienza di gioco è qualcosa che apprezzo particolarmente.

Se ben sviluppato, questo elemento potrebbe aggiungere profondità al gameplay di Assassin’s Creed Shadows, rendendolo più coinvolgente. L’idea di avere un luogo sicuro in cui tornare, gestire risorse e pianificare missioni mi affascina, e se Ubisoft riuscirà a sfruttarlo nel modo giusto, potrebbe essere uno dei punti di forza del titolo.

Questione di prezzo: quando vale la pena acquistarlo?

Nonostante la mia curiosità, so già che non acquisterò Assassin’s Creed Shadows al lancio. Ho sempre considerato i titoli di Ubisoft troppo costosi al day one, soprattutto considerando il fatto che dopo pochi mesi scendono di prezzo in modo drastico.

Personalmente, ho sempre acquistato gli Assassin’s Creed a prezzi ridicoli, tra 0 e 3 euro, giusto per provarli e ricordarmi perché non mi piacciono. Nel caso di Shadows, potrei arrivare a spenderci persino 20 euro, se davvero si rivelasse all’altezza delle aspettative. Un prezzo che per me rappresenterebbe già un “investimento” superiore alla media per questa saga.

Conclusioni: a che fazione appartieni?

Assassin’s Creed Shadows rappresenta un’interessante evoluzione per la serie, ma resta il dubbio se riuscirà davvero a conquistare anche chi, come me, ha sempre avuto una certa avversione per il brand. L’ambientazione e il nuovo sistema di gioco mi intrigano, ma resto scettico sul fatto che possa davvero rivoluzionare la formula Ubisoft.

E tu, da che parte stai? Sei un fan sfegatato della serie, pronto a difenderla a spada tratta? Oppure, come me, hai sempre trovato Assassin’s Creed noioso e sopravvalutato? Fammi sapere cosa ne pensi!

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