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Anteprime 28 GENNAIO 2025 5 MIN LETTURA

Anteprima sul nuovo Karma: The Dark World, horror investigativo di Wired Productions

Come riassumerei in breve la mia anteprima? Atmosfera: check; grafica: check; storia e narrazione: da definire; gameplay: da definire.

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

Anteprima sul nuovo Karma The Dark World, horror investigativo di Wired Productions
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Anteprima sul nuovo Karma: The Dark World, horror investigativo di Wired Productions

La Cina, in questi ultimi anni, è al centro di un’esplosione di creatività in fatto di videogiochi. // Black_Myth:_Wukong non è stato il primo e nemmeno l’ultimo videogioco di successo, se si pensa anche al // recente_boom_di_utenti_che_hanno_scaricato_Love_and_Deepspace. A questi è destinato ad aggiungersi anche Karma: The Dark World, sviluppato da Pollard Studio e pubblicato da Wired Productions, in arrivo per PC e PlayStation 5.

Pollard Studio è alle prese col suo primissimo e ambizioso videogioco, Karma: The Dark World. Ambizioso non è un aggettivo scelto a caso. Pollard, nel suo descrivere il videogioco nella pagina Steam, ha fatto nomi di un certo livello: David Lynch e Hideo Kojima. L’impostazione è decisamente classica nel segmento degli horror/thriller indipendenti rilasciati su PC, con un’impostazione in prima persona, incentrando il gameplay sull’esplorazione degli ambienti e la risoluzione degli enigmi. Nulla di realmente nuovo e la ragione verte tutto sui pilastri di Karma: The Dark World, che vogliono essere la narrazione e l’atmosfera, spinta da un Unreal Engine 5.
A scommettere sul progetto è Wired Productions, che tra le sue pubblicazioni vanta la presenza di Martha is Dead e Tin Hearts.

Come riassumerei in breve la mia anteprima? Atmosfera: check; grafica: check; storia e narrazione: da definire; gameplay: da definire.

Purtroppo l’anteprima fornitaci da Wired è stata estremamente breve, una demo di circa 40 minuti (20 minuti, se rigiocata), differente da quella pubblicata ad ottobre (i gameplay sono tutt’ora disponibili su YouTube). In questa demo, il focus è sulle fasi iniziali del secondo atto ambientato nel 1976, all’interno dell’Istituto di Ricerca Winston, dove nei panni di Daniel McGovern si deve investigare su di un duplice crimine commesso da un dipendente. Durante le fasi preliminari dell’indagine, esplorando gli ambienti, viene fornita una panoramica della società distopica immaginata da Pollard Studio, nella quale la popolazione viene suddivisa in classi sociali e, in base a queste, ha delle forti restrizioni o vantaggi: anche un minimo errore, può essere punito severamente, bloccando qualsiasi speranza di promozione futura.

Dal punto di vista del gameplay, purtroppo, quanto mostrato non lascia molto spazio all’immaginazione: si esplorano stanze in un contesto estremamente lineare, con un singolo jumpscare telefonato ma con un’atmosfera estremamente curata, mentre si recuperano documenti che mirano ad approfondire la storia principale e tutto il folklore del mondo distopico di Karma. Di contro, riprendendo la demo di ottobre, si aggiunge anche lo scenario nel quale si deve fuggire da un’entità assieme ad altri elementi narrativi che fanno emergere la follia nella quale si verrà catapultati giocando il videogioco finale.

Hideo Kojima o Sam Lake?

Non posso entrare nel merito di David Lynch, purtroppo, ma per quanto riguarda Hideo Kojima sì. All’interno della pagina Steam si legge “Perditi in un’emozionante storia interattiva ispirata allo stile cinematografico di Hideo Kojima”, ma purtroppo dalla breve demo non ho “visto” lo stile Kojima, bensì mi è sembrato di sentirmi dentro ad un videogioco… Remedy. Sì, ho scritto proprio Remedy. Probabilmente il motivo è molto banale, ma Sam Lake si è ispirato a Lynch in più occasioni e qualche vibrazione dei videogiochi dello studio svedese me l’ha data. Inoltre, rimanendo sempre confinato in quella piccola sezione, ho avuto quel senso di familiarità che mi ha ricordato Control (che a sua volta, per alcuni dettagli, ricordava Fringe): trattasi di un miscuglio niente male.
Quindi, allo stato attuale, quel “Hideo Kojima” lo trovo un poco fuori posto e, secondo me, non è affatto un male. Alla fin fine Karma: The Dark World sembra avere una propria identità, pur essendo un’opera che trae ispirazioni da maestri come Daivd Lynch.

Unreal Engine 5 sotto steroidi e un’atmosfera che funziona

Lo studio ha specificato che, la build resa disponibile, gira con Unreal Engine 5.1 mentre la versione finale disporrà di Unreal Engine 5.4, col pieno supporto delle tecnologie DLSS, FSR e XeSS aggiornate alle versioni più recenti. Nonostante sia una versione in anteprima, va detto che l’esperienza di gioco si è dimostrata pulita e soddisfacente. Ho riscontrato un solo bug che mi ha costretto a riavviare la partita, ma nonostante ciò i minuti trascorsi sono filati lisci, merito anche e soprattutto dell’eccellente lavoro svolto nella creazione di un’atmosfera che incute mistero, accompagnata da un buon numero di suoni da sottofondo che, a tratti, suscitano un filo di ansia, come se da un momento all’altro dovesse accadere qualcosa. Un fattore che ho apprezzato particolarmente, è l’assenza di jumpscare posizionati a caso, questo fa in modo che l’esperienza generi un’ansia più psicologica, rispetto ad altre produzioni intente a spaventare in modi banali.

Aspettando la versione finale

In sintesi, Karma: The Dark World promette di essere un videogioco pienamente soddisfacente dal punto di vista grafico e anche per la sua atmosfera. Rimane qualche dubbio relativo la storia e la sua narrazione, ma le premesse per un prodotto in grado di tenere incollati allo schermo ci sono tutte. Leggendo le informazioni ufficiali, Pollard Studio ha collocato la storia nel 1984, in una linea temporale alternativa della Germania dell’Est dove la Leviathan Corporation “governa col pugno di ferro, controllando i suoi cittadini attraverso la sorveglianza di massa”. La promessa è quella di far calare il giocatore nei panni di Daniel McGovern, un agente della Leviathan in grado di penetrare la mente dei sospettati, è proprio in questo aspetto che Pollard sta scommettendo, facendo prendere delle pieghe… particolari a Karma: The Dark World.

L’unico neo potrebbe essere il gameplay, del quale non ho visto a sufficienza per poter elaborare un’osservazione chiara e concisa: i gameplay su YouTube mostrano diverse situazioni interessanti, a vedersi, ma da giocare sarà tutto da vedere.
Wired e Pollard non hanno ancora diffuso una data di lancio, ma è certo che Karma ha attirato l’attenzione. Consiglio, agli appassionati degli horror e dei thriller, di tenerlo d’occhio: promette bene.

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