Aeon Must Die!: Limestone Games tra abusi, molestie e crunch

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A cura di Luca Maiolini

Questi sono giorni bui per l’industria del videogioco. Soltanto pochi giorni fa, abbiamo riportato alcuni aggiornamenti di quanto sta accadendo in Ubisoft ed oggi, quasi come una strana sensazione di déjà vu, siamo qui per accennarvi di quanto accaduto ai ragazzi di Limestone Games, autori di Aeon Must Die!, presentato ieri durante lo State of Play di Sony.

Limestone Games e l’email

Aeon Must Die!: Limestone Games tra abusi, molestie e crunch 1

Nella serata di ieri, online ha cominciato a circolare un’email contenente un messaggio, di come il trailer di Aeon Must Die! sia stato creato con abusi, manipolazioni e furti. Di come alcuni membri di Limeston Games non siano stati pagati, dell’IP che è stata sottratta ai veri creatori ed altro.

All’interno di questa email, è presente anche un link che rimanda ad un archivio Dropbox dove al suo interno sono presenti numerosi documenti, screenshot di diverse conversazioni e file audio.

Cosa sta accadendo?

Cercherò di farvi un riassunto breve, dato che stiamo parlando di un numero estremamente considerevole di documenti da consultare.


I creativi del team assieme al direttore creativo/fondatore, sono stati costretti a lasciare Limestone Games nel Giugno del 2020 a causa di condizioni lavorative insostenibili: crisi, abusi, molestie, corruzione e manipolazione. Per non finire, nel momento in cui fu ingaggiato un avvocato, venne scoperto che sia l’azienda che Aeon Must Die! furono sottratti (di nascosto) al fondatore.

Il 22 Giugno 2020, dopo aver mandato una lettera riservata all’editore firmata da 12 dipendenti, dove veniva chiesto aiuto per poter completare il gioco, in 8 (ovvero l’intero team creativo, assieme al fondatore) consegnarono le lettere di dimissioni.
L’editore ha “risposto con brevi email”, per poi rimanere in completo silenzio per oltre un mese. Nel frattempo Limestone Games ha continuato a pressare il team in ogni modo.
Il CEO, ignorando totalmente l’avvocato, inviava lettere di minacce, promuoveva accuse legali e licenziamenti prima delle date concordate con le dimissioni…

L’editore cercò di dare “speranza” al team, consigliandogli di aspettare, ma la fiducia tra le due parti venne infranta quando un “qualche dipendente dell’editore” fece trapelare alcune lettere riservate a Limestone Games, causando ulteriori minacce legali ed una pressione maggiore.

La squadra, ormai senza fondi legali, decide di fornire tutte le informazioni in loro possesso all’editore. Dopo settimane, praticamente nei primi giorni di Agosto 2020, il team comincia a sollecitare l’editore e, tra le tante trasgressioni descritte, lo informano che diverse persone hanno lavorato all’IP senza contratto e non sono state pagate.
Finalmente il team riesce a mettersi in contatto col Responsabile Legale per “una breve telefonata”, lì vengono a sapere che l’editore non vede alcun problema con quanto successo e che il trailer può essere rilasciato. Anzi, l’editore ha anche ribadito che i ragazzi dovrebbe cooperare con l’editore e di pensare al futuro del progetto.


Inoltre è trapelato che per il gioco è stato usato del software illegale/contraffatto.


Prossimamente ritorneremo sull’argomento, ma per il momento questo è quanto. Io, anzi, noi di Q-Gin speriamo che la situazione possa migliorare per quel gruppo di creativi.

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Di Luca Maiolini

Gli FPS a stampo militare erano il mio pane quotidiano e gli RTS facevano da contorno, Brothers in Arms ed Imperivm erano il mio chiodo fisso. Poi, venne il giorno in cui abbracciai PlayStation 3 e mi collegai alla rete, così una valanga di videogiochi mi piombarono addosso! Ad oggi mi ritrovo a giocare un po' di tutto, dai titoli Platinumgames fino ai JRPG di casa Square Enix.