Until Dawn: non resisterai fino all’alba – Recensione
Da Supermassive a Ballistic Moon
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Until Dawn
PlayStation Studios ha rispolverato Until Dawn con una remastered, disponibile su PlayStation 5 e PC, che sta faticando a racimolare consensi. Grazie ad una copia fornita da Sony per PC, ho avuto la possibilità di scriverci su e quindi… Ecco la recensione di Until Dawn Remastered in Unreal Engine 5 nella sua versione PC.
Da Supermassive a Ballistic Moon
Quando si pensa alle avventure narrative, ribattezzate anche come interactive drama, il pensiero vola automaticamente a Quantic Dream con Heavy Rain del 2010, che ha catturato l’interesse del grande pubblico grazie alla sua forte impronta cinematografica e una narrativa che si dirama in base ad ogni scelta effettuata dal giocatore.
Nel 2015, Supermassive Games si lanciò in questo stesso genere con un’avventura dalle tinte horror in esclusiva PlayStation 4. Nulla che fece gridare al capolavoro, ma un “semplice” ed onesto videogioco che tutto sommato riuscì a raccogliere un buon consenso da parte di critica specializzata e pubblico.
Dopo circa 9 anni, Sony decide di rispolverare l’IP con due produzioni: un film tratto dal videogioco, diretto da David F. Sandberg (Shazam!) e alla sceneggiatura Gary Dauberman (It – Capitolo Uno e It – Capitolo Due), e la remastered in Unreal Engine 5 ad opera dello studio Ballistic Moon.
Il classico cliché che funzionava, a stento, 10 anni fa
La trama non brilla certo per originalità, girando attorno al tipico cliché cinematografico americano, con al centro della storia un gruppo di teenager che vengono invitati nella baita dove, un anno prima, si è verificato un incidente mortale: due gemelle, sorelle di uno dei protagonisti e amiche del gruppo, sono morte in seguito ad uno scherzo di pessimo gusto.

Lo scopo del gruppo è quello di sopravvivere agli eventi inspiegabili fino all’alba, quando il maltempo si placherà e arriveranno i soccorsi. Il giocatore è chiamato a dover prendere delle decisioni cruciali proprio come avviene nelle produzioni del genere. Infatti, ogni personaggio del cast può morire, anticipando di conseguenza il finale del gioco. Quindi la longevità può variare in base a come si agisce, personalmente parlando ho impiegato circa 10 ore per giungere ai titoli di coda.
A minare la narrazione ci pensa direttamente la scrittura, figlia comunque di un prodotto che porta sulle proprie spalle quasi 10 anni, alla quale si aggiungono dei dialoghi grotteschi e un doppiaggio italiano estremamente mediocre (per inciso, lo stesso dell’originale).
La remastered che si dimostra essere inferiore rispetto all’originale
Appena avviato Until Dawn, qualcosa fa storcere il naso se si ha giocato la vecchia versione.
Di base le remastered sono riproposizioni esatte di un prodotto “vecchio” ma con una qualità visiva più pulita e aggiornata. Cosa non avvenuta in questo caso. Infatti il prologo è stato modificato ponendo al centro della scena le due gemelle Beth e Hannah, a differenza della vecchia versione dove si interpreta Sam.
Il cambiamento principale con questo nuovo Until Dawn si presenta come un importante aggiornamento grafico, passando dal Decima Engine al Unreal Engine 5. Sfortunatamente l’aggiornamento non garantisce assolutamente una resa migliore rispetto all’originale, in quanto i protagonisti hanno delle espressioni facciali estremamente pessime nonostante il motion capture; sguardi vuoti, rivolti verso non si sa cosa; in alcune circostanze i volti hanno una resa peggiore; le animazioni in seguito agli input dati pad alla mano sono estremamente rigide e legnose, che si somma a una percezione di input lag.
Altre modifiche sono state apportate in diversi momenti “svelando” le magie del horror videoludico, quegli escamotage atti a generare – in qualche modo – uno stato di ansia e suspence. Situazioni in cui un personaggio viene fatto sparire sfruttando l’ambiente, lasciando intuire al giocatore che fine abbia fatto. Ecco, in Until Dawn questo non avviene a causa della presenza di alcuni gravi errori come quello di far vedere, letteralmente, che il personaggio viene fatto scomparire.


Non possono non mancare bug, glitch e un’ottimizzazione deludente
Gli errori di regia e montaggio, si sommano ai problemi che gravitano attorno all’intera produzione, facendo intuire che Ballistic Moon è uno studio composto – prevalentemente – da personale con poca esperienza nel settore in generale e/o nel horror.
Oltre ai consueti fenomeni di stuttering causati da Unreal Engine, una costante con la quale è dura convivere su PC, sono presenti numerosi glitch che appaiono sotto forma di bagliori bianchi accompagnati da forti fenomeni di pop-in in cui lo scenario e i personaggi vengono caricati direttamente sulla scena.
Le prestazioni attorno alla prima settimana del lancio erano altalenanti, ma la situazione è migliorata grazie all’ultima patch rilasciata il 12 ottobre. Ballistic Moon è a conoscenza di altri problemi, due relativi la tecnologia del Raytracing e alla framegeneration. Questi verranno sistemati prossimamente.
Until Dawn è complessivamente deludente e fuori tempo
Until Dawn è un videogioco che già nel 2015 doveva fare i conti coi suoi problemi. Giacché la storia era un cliché anche per l’epoca, così come mediocri erano i dialoghi a suo tempo. Ci si chiudeva un occhio per la bontà generale.
Questa nuova versione, che si posiziona letteralmente a metà tra una remastered e un remake, avrebbe potuto migliorare diversi aspetti senza stravolgere il tutto. Invece finisce per fare l’opposto riuscendo nell’impossibile. Alcune scene sono state rese in modo ridicolo, distruggendo la tensione del momento; le animazioni hanno una resa estremamente pessima, dando l’impressione di star giocando un prodotto da medio budget (AA) sviluppato da uno studio alle prime armi. In tutto questo mi sento di spezzare una lancia a favore di Ballistic Moon, uno studio indipendente che ha poco più di due anni; però mi sento di criticare aspramente la scelta di Sony nell’aver affidato ad uno studio indipendente e con poca esperienza un progetto del genere, con lo scopo di lanciare un franchise, il tutto ponendolo ad un costo di ben 69,99€ per gli utenti PC e 79,99€ per quelli PlayStation 5.
Until Dawn, per quanto sia un prodotto con un importanza mediatica relativamente piccola, meritava certamente un trattamento migliorare, soprattutto se si pensa al futuro con un film di prossima uscita e un possibile sequel in produzione.