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Notizie 04 FEBBRAIO 2026 4 MIN LETTURA

Ubisoft: i sindacati “vogliono la testa” di Yves Guillemot

Ubisoft rischia di non riprendersi più, se Yves Guillemot non lascia il suo posto

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

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Ubisoft: i sindacati “vogliono la testa” di Yves Guillemot

Ubisoft sta crollando a picco e i sindacati stanno “chiedendo la testa” di Yves Guillemot e del consiglio di amministrazione.

C’è poco da stupirsi, i fatti parlano piuttosto chiaramente. La costante scommessa di Yves Guillemot, CEO dell’azienda, nei confronti degli open world e GaaS, e scelte tutt’altro che ragionate hanno dato vita ad una escalation: partendo dal franchise di Assassin’s Creed per il quale si sta registrando una costante perdita di interesse e qualità, arrivando a una serie di decisioni che hanno portato alla cancellazione di videogiochi, licenziamenti e chiusura di diversi studi. La situazione interna di Ubisoft, è così grave che voci di corridoio affermano un malcontento generale negli sviluppatori di Assassin’s Creed Invictus, completamente insoddisfatti di ciò che stanno realizzando, mentre gli azionisti ne sarebbero piuttosto compiaciuti. E non meno importante, la collaborazione stretta con Tencent, per portare avanti i franchise più importanti visti gli insuccessi economici.

Insomma, Ubisoft non se la sta passando benissimo. Sandfall Interactive con Clair Obscur: Expedition 33 e Ad Hoc con Dispatch sono due esempi lampanti di come Ubisoft abbia avuto personale capacissimo, ma non ha saputo concretizzarne le capacità. Ora i sindacati chiedono il conto per la pessima gestione e scelte atte a secondare soltanto gli azionisti.

Ubisoft rischia di non riprendersi più, se Yves Guillemot non lascia il suo posto

La politica attuata da Guillemot sta incidendo malamente sulla salute dell’azienda e tutto questo ci sta portando alla notizia di oggi: due rappresentati sindacali, stanno premendo sul licenziamento di Yves Guillemot.

// Game_Developer ha potuto parlare con Marc Rutschlé e Chakib Mataoui di Ubisoft Paris e rappresentanti sindacali di Solidaires Informatique. I due hanno raccontato di come il personale all’interno dell’azienda sia in preda al panico e rabbia, descrivendo le azioni di Guillemot come un tradimento. Il portale ha anche avuto la possibilità di leggere alcuni screenshot, successivi all’annuncio del reset aziendale, che mostravano risposte scioccate, incredule e di condanna.

I due rappresentati sono consapevoli che Yves Guillemot non possa essere considerato il solo responsabile della situazione attuale, ma Rutschlé ha dichiarato “In fin dei conti è la sua azienda. Tutti intorno a lui sono solo yes men. Questo è stato il problema anche durante lo scandalo delle molestie sessuali del 2020“. Quando Game Developer ha chiesto a Rutschlé se gli piacerebbe vedere un cambiamento nei vertici, ha risposto “Certo. Non mi aspetto nulla da questo ragazzo“. Anche Mataoui è del medesimo avviso, menzionando anche il caso di nepotismo con Charlie Guillemot a comando della nuova filiale in collaborazione con Tencent, non limitandosi ha aggiunto: “Se metti semplicemente i tuoi amici maschi bianchi in quei lavori, allora non promuovi alcuna diversità né ottieni nuove opinioni o idee. Abbiamo un lavoro creativo. Abbiamo bisogno che arrivino nuove idee per aiutarci a creare nuovi fantastici giochi. Ma non ne abbiamo. Non abbiamo questa mentalità creativa“.

Entrambi reputano che le sorti dell’azienda coi propri dipendenti siano andati peggiorando dal 2020 circa, quando Ubisoft è stata accusata di aver favorito una cultura della paura e del controllo. Amplificando l’odio nei suoi confronti quando è entrata nel mercato delle NFT.

Altri licenziamenti in vista, con l’obbligo di tornare a lavorare in azienda

Un’ulteriore tassello ai danni dell’amministrazione ad opera di Yves Guillemot, è rappresentato dalla recente decisione di spingere i dipendenti a tornare al lavoro in azienda. Mataoui ha dichiarato “La maggior parte dei dipendenti era molto, molto presa dal panico per l’annuncio [della RTO] perché avevano iniziato la loro vita molto lontano da Parigi“. Mentre Rutschlé rincara la dose “L’intera politica di rientro in ufficio è molto difficile da accettare. Ad alcuni dipendenti potrebbero perdere il lavoro“.

Rutschlé ha ipotizzato che l’intero processo di ristrutturazione e la costante riduzione dei costi, abbinati agli annunci importanti, siano tentativi di rabbonirsi gli azionisti. Senza successo. Infatti, Game Developer fa notare come gli azionisti siano piuttosto irritati, // citando_l’articolo_di_Insider_Gaming, portando a un crollo vertiginoso delle azioni // citando_Reuters.

Ubisoft ha un solo modo di riprendersi: mandando via l’intero consiglio di amministrazione

Non soltanto Yves Gullemot, in quanto CEO, ma anche l’intero consiglio di amministrazione dovrebbe lasciare l’azienda. D’altronde è proprio il consiglio a essere formato dai citati “yes man“. Mataoui afferma che l’azienda necessita di menti fresche, disposte a guidare l’azienda. Mentre Rutschlé invita i dipendenti di tutto il mondo di Ubisoft a organizzarsi per chiedere “il conto al management“, invitando i dipendenti a unirsi ai sindacati e organizzarsi sui proprio posti posti di lavoro d’altronde “i nostri capi parlano tra loro, quindi dovremmo farlo anche noi“.

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