Time Out: Il tempo è il mio assassino

Time Out: Il tempo è il mio assassino 1

A cura di Nonno Boomer (a.k.a Andrea Tenuta)

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Introduzione a Time Out

Ci sono titoli videoludici che hanno la capacità di conquistare con una semplice occhiata, contando poi che il suddetto titolo e completamente gratuito, la prima cosa che si fa è scaricarlo e lanciarsi nella piccola avventura che gli sviluppatori hanno voluto creare.

Quella che vi ho appena descritto è stata l’esatta cronologia degli eventi che mi hanno portato a provare Time Out il progetto Universitario di fine anno di Christopher Lee (no non il Conte Vampiro o il Sith) e dei suoi colleghi di studio.

Ha detta del suo creatore, riportato sul sito su cui si può scaricare Time out (vi lascio il link in caso siate interessati), questo titolo è visivamente  inspirato a Bishock e The Last Night (gioco cyberpunk presentato all’E3 del 2017 completamente sparito dai radar). Per quanto riguarda la storia invece ha preso a piene mani dal film In time del 2011 del regista Andrew Niccol  con protagonista Justin Timberlake.

Quanto vale la tua vità ?

Time Out

Ci troviamo in un probabile futuro in cui il sistema economico non è basato su un tipo di moneta elettronica, ma bensì è la nostra stessa vita a essere al centro di ogni forma di baratto. Infatti ogni singolo oggetto (che sia una TV o una macchina) va pagato con il tempo della nostra vita.

In questa breve storia interpreteremo il detective Sherwood, chiamato per seguire un caso di contraffazione del tempo e starà a noi scoprire chi si nasconde dietro a questo furto.

Per quanto breve, la trama sa essere davvero molto accattivante, non solo grazie ai dialoghi ma anche grazie all’ambientazione di gioco che mostra un futuro decadente in cui i più poveri, sono i primi a pagare con la vita nel sistema economico del mondo creato da Crhistopher Lee e compagni.

Si cammina molto nel futuro

Il gameplay di Time out gira, prima di tutto, intorno alla storia. Possiamo considerare il gioco come uno story driven a tutti gli effetti. Lo scopo del giocatore e compiere le giuste azione per far andare avanti la trama e arrivare ai due finale possibili. In mezzo a tutto questo vi è una piccola componente shooting, non è molto approfondito e complesso, non vi sarà un sistema per riparasi dietro a un muro, né un conteggio delle pallottole (sono infinite) e nemmeno la possibilità di mirare dove volete. Insomma, personalmente parlando, l’ho considerata come una caratterista extra che dava più consistenza al gioco

Time Out: Il tempo è il mio assassino 2

Esercizio di stile

Nonostante il titolo possa essere considerato un esercizio di stile per un progetto di studio c’è da dire che l’ambientazione creata dagli studenti e affascinante e in certi punti persino spettacolare.

Sviluppato con il motore Unity, la grafica di Time out, vedendola per la prima volta lascia davvero a bocca aperta, tralasciando naturalmente che i personaggi principali e la grafica è in pixellart, e nonostante questo, la resa visiva della città è delle sue strade rende bene l’idea di una società decadente e corrotta.

Ogni strada che percorreremo sarà una gioia per gli occhi e tutta questa qualità la si vede in un progettino che dura poco più di trenta minuti.

Time Out: Il tempo è il mio assassino 3

Time Out si è saputo dimostrare un esperimento interessante e con un grande potenziale, se dovesse diventare un titolo più complesso in futuro gli sviluppatori hanno tutte le carte in regola per creare qualcosa di memorabile e di unico nel panorama.

Essendo un progetto universitario e quindi ,come già, detto va visto come un esercizio di stile da parte di ragazzi che, hanno dimostrato un’ottima creatività. Non darò né un voto finale né mi sbilancerò sui pro e i contro anche perché, il titolo e totalmente gratuito su itch.io ( link sopra ).

Il mio consigliò e di dargli una piccola chance e farvi un’idea voi stessi sulle qualità del titolo. 


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Di Nonno Boomer (a.k.a Andrea Tenuta)

Nonno Boomer videogioca fin da quando un inventore pazzo in pieno medioevo( finito poi sul rogo sotto l'inquisizione spagnola ), gli vendette la prima console meccanica ad acqua. Il buon vecchio Nonno sta su console e PC da che ne ha memoria ( il che dato la sua età è tutto dire ). Ma nonostante le pennichelle pomeridiane , il continuo lamentarsi dei giovani e dire che si stava meglio quando si stava peggio , non e mai restio alle novità . Tanto che , per non rimanere indietro con le nuove generazioni , ha deciso di adottare, come nome , Boomer quando lo ha sentito uscire dalla bocca di da una gang di neonati dopo che gli avevano fregato la dentiera offrendogli ( per finta ovvio ) delle caramelle alla bacca di ginepro.