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Editoriali 08 GENNAIO 2023 3 MIN LETTURA

Splinter Cell Remake: una “nuova” immagine da Ubisoft

Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.

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Splinter Cell Remake: una “nuova” immagine da Ubisoft

Annunciato nella calda estate del 2022 da Ubisoft, Splinter Cell Remake è uno di quei progetti tanto attesi dai fan, che sperano in un ritorno dell’amatissimo Sam Fisher. Alcune dichiarazioni fanno ben sperare “Devo dire che molti nel team di sviluppo sono puristi dello stealth, e siamo davvero perfezionisti quando si tratta di realizzare quel tipo di meccaniche e quel genere di cose che vogliamo vedere in questo gioco. E siamo molto, molto consapevoli di ciò che rende il classico Splinter Cell quello che è”, sebbene ve ne siano state altre un poco preoccupanti “Utilizzando il primo capitolo della serie Splinter Cell come punto di partenza, stiamo riscrivendo ed aggiornando la storia adattandola a un pubblico più moderno”.
In ogni caso, di positivo, va detto che Ubisoft sta realizzando un vero e proprio remake, come visto anche in casa Square Enix con Final Fantasy VII Remake o Capcom con Resident Evil 2, a differenza di quanto s’è visto da parte di altri.
Purtroppo di concreto non s’è visto ancora nulla, ad eccezione dei concept art mostrati lo scorso novembre, col dichiarato intento di voler “Volare basso” evitando pressioni mediatiche – probabilmente evitando il caso dello scomparso Prince of Persia Remake.

Venendo ad “oggi”, l’account Twitter belga di Ubisoft ha recentemente (ri)pubblicato un’immagine ritraente il famoso visore utilizzato dal buon Sam, che venne pubblicata online al 20° anniversario della serie in occasione del annuncio del Remake: che qualcosa si stia smuovendo oppure si tratta di una semplice operazione da social per ricordarne l’esistenza?

La serie di Splinter Cell è certamente una delle più importanti nel panorama, ma va anche detto che la Ubisoft odierna è quella che ha annunciato quel terrificante Ghost Recon: Frontline, affermando di aver consultato fan e di aver realizzato il progetto tenendo a mente anche i fan di vecchia data, tanto da aver “chiamato” Richard Dansky che, per chi non lo sapesse, è la figura centrale dietro alle produzioni videoludiche targate Tom Clancy dal 2000 ad oggi. Il progetto è stato affidato alla divisione Ubisoft Toronto, la stessa di Assassin’s Creed Unity, Far Cry 6 e Watch Dogs Legion, ma è anche quella che realizzò Splinter Cell: Blacklist, riuscendo a realizzare un mix (quasi) perfetto in grado di accontentare i fan di vecchia data e le nuove leve provenienti dagli Action. Però va anche detto che gli studi Ubisoft devono rispondere alle richieste provenienti dalla dirigenza, che negli anni hanno dimostrato di avere delle parole chiave ben chiare: open world e contenuti a valanga in grado di tenere il giocatore incollato allo schermo, due fattori che rischiano di non sposarsi adeguatamente soprattutto se realizzati con la discreta superficialità vista negli ultimi due capitoli di Ghost Recon, ma purtroppo v’è anche quel tocco alla “GDR” che riguarda lo sbloccare equipaggiamenti ed i livelli.
Non tutto è perduto. La speranza, è che Ubisoft Toronto prenda, almeno un poco, ispirazione da un altro videogioco stealth che ha deciso di puntare tutto sul open world, missioni secondarie, sblocco e miglioramento del proprio equipaggiamento: Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, che tolta quella dubbia seconda parte, il modello proposto da Konami e Kojima Productions funziona dannatamente bene anche oggi.

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