Six Days in Fallujah: il team annuncia la “procedural architecture”

Six Days in Fallujah

Victura e Highwire games ci spiegano la nuova tecnologia

A cura di Luca Pio

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Il publisher Victura e lo sviluppatore Highwire Games, hanno annunciato che l’imminente sparatutto militare tattico in prima persona Six Days in Fallujah presenterà una tecnologia rivoluzionaria, sviluppata interamente da Highwire Games e il cui nome è “procedural architecture”, che rimodella l’intero campo di battaglia ogni volta che si gioca, assemblando interi edifici e isolati in modo procedurale.

Per chi non sapesse cos’è questo titolo: Six Days in Fallujah ricrea una tragica storia della seconda guerra del Golfo, che ha avuto luogo nella città di Fallujah nel 2004. La storia di Six Days in Fallujah sarà raccontata attraverso il gameplay e i filmati realizzati in collaborazione con una dozzina di marines e più di 26 civili iracheni, con diverse esperienze e prospettive sulla battaglia.

Questi testimoni oculari parleranno direttamente ai giocatori tramite video e audio. Ma queste storie hanno ispirato il team di sviluppo a trovare nuovi modi per rendere gli sparatutto militari tattici più simili ad un combattimento reale.

I marines ci hanno raccontato che non sapevano cosa gli aspettava, ma nei videogiochi riproduciamo le stesse mappe più e più volte. Il solo fatto di conoscere in anticipato la conformazione di un edificio rende il gioco molto diverso da un combattimento vero e proprio.

Jaime Griesemer

Memorizzare le mappe è semplice. Pulire un edificio o un quartiere sconosciuto è terrificante, non hai idea di cosa stia per succedere e questo è uno dei motivi per cui abbiamo subito perdite così elevate.

Adam Banotai

Questo è quello che affermano il creative director del gioco e il sergente che ha guidava passo per passo una squadra di marines attraverso la città di Fallujah.

Six Days in Fallujah

Proprio per questo, per simulare l’incertezza e il pericolo di un combattimento urbano, Highwire Games e Victura hanno investito più di tre anni nella realizzazione di tecnologie che consentono a un moderno motore di gioco di creare proceduralmente ogni stanza di ogni edificio, insieme all’IA dinamica e al sistema audio.

Nel titolo, ogni mappa sarà completamente nuova, quindi i giocatori non sapranno mai cosa gli aspetta. Sebbene gli obiettivi e gli eventi delle missioni siano coerenti con le storie vere, ogni scenario diventa un’esperienza unica ogni volta che i giocatori ricominceranno la loro partita, assicurando che non si possa ripete la stessa tattica più volte.

Con il “procedural architecture” anche il progettista del gioco non sa cosa succederà in Six Days in Fallujah e il modo migliore per superare questa incertezza è schierare vere tattiche militari, proprio come si farebbe su un vero campo di battaglia

Peter Tamte CEO di Victura

Questo era tutto dal team di sviluppo di questo ambizioso sparatutto. Noi non vediamo l’ora di mettere le mani su una copia del gioco e scoprire i limiti di questa nuova e incredibile tecnologia, ma noi adesso ci chiediamo, questa “procedural architecture” sarà disponibile per tutti gli sviluppatori?

Se con l’uscita del titolo questa tecnologia dovesse essere rilasciata come open source molti sviluppatori come quelli di Gunfire Games potrebbero realizzare giochi imprevedibili, più del loro Remnant From The Ashes, uno sparatutto in terza persona con eventi e oggetti randomici. Vi ricordiamo che Six Days in Fallujah verrà lanciato per PC e console nel 2021. Vi consigliamo di andare a recuperare il nostro precedente articolo su questo ambizioso titolo.

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Di Luca Pio

Sono un semplice millennials con la passione per i videogiochi, soprattutto quelli musicali (es. Stepmania). Tutto nasce nei primi duemila con la prima PlayStation, con cui giocavo numerose demo, poi con l'inizio delle elementari sono passato al computer e li i miei orizzonti videoludici si sono espansi.