RetroArch arriva su Steam, cosa cambia? Lo abbiamo provato

RetroArch

Abbiamo provato la versione Steam di RetroArch, ecco tutto quello che abbiamo scoperto

A cura di Luca Pio

Condividi

Finalmente, dopo mesi di beta, il famoso front-end, RetroArch, è stato rilasciato definitivamente su Steam sia per Windows che per Linux/SteamOS. Nonostante la cosa possa suscitare grande interesse, dopotutto non vengono pubblicati molti emulatori o front-end su Steam, questa versione non ne niente di eccezionale.

Ma cosa cambia tra le due?

Dal punto di vista delle funzionalità, RetroArch nella sua versione Steam è sostanzialmente identico alla versione scaricabile dal sito di Libretro, ad eccezione di alcune piccole cosucce: come l’assenza di un Core Downloader per scaricare gli emulatori, che ci costringe a procurarceli manualmente o a sfruttare i pochissimi e avvolte scarsi emulatori scaricabili come DLC da Steam.

Di seguito un elenco dei dieci core disponibili:

  • Mupen64 Plus Next (Nintendo 64)
  • Kronos (Sega Saturn)
  • PCSX ReARMed (PlayStation)
  • Stella (Atari 2600)
  • SameBoy (Game Boy)
  • mGBA (Game Boy Advance)
  • Mesen (Nintendo Entertainment System)
  • Mesen S (SNES/Game Boy/Game Boy Color)
  • Genesis Plus GX (Sega Mega Drive)
  • Final Burn Neo (Arcade)

Insomma, non è proprio ciò che uno si potrebbe aspettare, dopotutto stiamo parlando di un front-end che si pubblicizza come il più user-friendly e doversi scaricare manualmente i core mancanti non è esattamente una cosa da un click.

Tolto questo, le altre novità sono legate al client di Valve: come la possibilità di tenere conto delle ore passate sul software, pubblicare screenshot o contenuti sul hud della comunità, i salvataggi in cloud etc.

RetroArch su Steam

RetroArch su Steam considerazioni finali

A questo punto dovremmo tirare le somme, ma di carne al fuoco c’è ne veramente poca. Chiariamo, non avevamo grandi aspettative tranne quella di una maggiore semplificazione, cosa che addirittura manca, quindi ci riteniamo delusi da questa versione.

Poi se vogliamo tirare ancor di più il coltello nella piaga, RetroArch è più corollario di disagio e stress, causato da settaggi dei core nascosti o semplicemente assenti, box-art dei giochi o i giochi stessi che non vengono identificati e quindi messi non in elenco e tante altre magie come l’assurda versione per Arch Linux.

Ci auguriamo che nel breve periodo tutte queste problematiche vengano risolte, anche perché è un tantinello imbarazzante leggere la documentazione e vedere che non coincide con nulla.

Vi ricordiamo che il team dietro a RetroArch sta anche sviluppando un lettore di cartucce open source, vi lasciamo li link al nostro articolo.


Per non perdervi ulteriori sviluppi, seguiteci su Facebook e Twitter, oppure entrate a far parte del nostro gruppo Facebook o Telegram!

PER ALTRE NOTIZIE

Condividi

Di Luca Pio

Sono un semplice millennials con la passione per i videogiochi, soprattutto quelli musicali (es. Stepmania). Tutto nasce nei primi duemila con la prima PlayStation, con cui giocavo numerose demo, poi con l'inizio delle elementari sono passato al computer e li i miei orizzonti videoludici si sono espansi.