Persona 5 Strikers – La recensione del musou sequel di Persona 5

Persona 5 Strikers - La recensione del musou sequel di Persona 5 1

A cura di Davide Vitanza

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Persona 5 Strikers è un musou sviluppato da Omega Force e pubblicato da Atlus, e funge da seguito diretto di Persona 5, l’acclamatissimo JRPG in esclusiva PS3 e PS4 uscito nel 2016. Questo nuovo episodio si colloca dopo gli eventi di Persona 5, ma non dopo quelli di Persona 5 Royal, uscito ad aprile 2020, in quanto i lavori sono iniziati subito dopo la pubblicazione della versione base in Giappone. A differenza delle due versioni della serie principale, questo musou è stato pubblicato, oltre che su PS4, anche su Nintendo Switch e PC. La nostra recensione si basa sulla versione PS4 Slim, di cui non dobbiamo segnalare problemi legati all’hardware. Ecco di seguito la nostra recensione.

Trama – Un’avventura on the road

La storia di Persona 5 Strikers si svolge l’estate successiva gli eventi di Persona 5, quando Morgana e il protagonista, il cui nome verrà ancora una volta scelto dal giocatore, ma che qui chiameremo semplicemente Joker, ritornano a Shibuya per incontrare i loro vecchi amici. Dopo essere giunti al Café Leblanc, ritrovo iconico del capitolo principale, Joker viene accolto con una festa a sorpresa organizzata dagli altri membri dei Ladri Fantasma di Cuori, ossia Riuji (Skull), Ann (Panther), Yusuke (Fox), Makoto (Queen), Futaba (Oracle) e Haru (Noir), oltre a Sojiro, proprietario del locale.

Persona 5 Strikers
Immagine di caricamento del titolo

Dopo aver festeggiato il loro ritorno, il gruppo inizia a organizzarsi per trascorrere insieme le vacanze estive, ma qualcosa non va. Sembrerebbe che stiano iniziando a spuntare dei nuovi castelli, ribattezzati stavolta prigioni a causa delle differenze e novità in esse. Il gruppo, accompagnato da un nuovo personaggio, Sophia (Sophie), dovrà attraversare questi mondi cognitivi e sconfiggere i monarchi per restituire i desideri alle persone. Inizia così un viaggio a bordo di un camper per tutto il Giappone alla ricerca delle prigioni e di ciò che le sta creando.

La trama di Persona 5 Strikers ha delle buone potenzialità, ma con il proseguire della narrazione il giocatore potrà accorgersi di star intraprendendo un viaggio banale e privo di colpi di scena. Dopo aver raggiunto una nuova località grazie al camper, uno dei protagonisti sarà emotivamente coinvolto col monarca della prigione, e ciò viene ripetuto diverse volte, mostrando lo stesso modus operandi per ogni antagonista: un membro del gruppo si interessa/conosce/prova empatia per il monarca, cerca di aiutarlo nella vita reale e poi, dopo averlo sconfitto nella prigione, lo farà rinsavire con le parole.

Questo modo di risolvere il problema era già presente in Persona 5, ma qua è reso molto peggio, dato che fin dall’inizio sai che sarà quel personaggio ad aiutare in modo diretto l’antagonista di turno. Fortunatamente, questo ciclo dura poco, dato che dopo qualche città la trama inizierà a ingranare. A rendere ciò possibile è l’ottima caratterizzazione dei personaggi, in particolare di Zenkichi Hasegawa, un ispettore di polizia della prefettura di Kyoto che deve indagare sugli incidenti accaduti nel Metaverso.

Persona 5 Strikers
Zenkichi Hasegawa, uno dei nuovi personaggi

La storia di questo personaggio, inizialmente secondario ma, col procedere della narrazione, sempre più importante, è molto bella e ben curata, tanto da renderlo, a parer mio, il personaggio meglio riuscito di questo capitolo, al pari di Goro Akechi e Takuto Maruki in quelli principali. Anche Sophia, il nuovo membro dei Ladri Fantasma, ha un’ottima evoluzione, anche se questa arriva solo nella parte conclusiva della storia. Per il resto, gli altri membri del gruppo restano un po’ piatti, in quanto la loro evoluzione è già stata mostrata nel capitole principale.

Ritornando a parlare della trama, anche quando quest’ultima inizia a diventare molto più interessante, rimane comunque prevedibile in molte occasioni, soprattutto per quanto riguarda l’introduzione del boss finale, che il giocatore potrebbe intuire sin dalle prime battute. Rispetto a Persona 5 vi è dunque un totale cambio di regia in negativo, in quanto la storia riesce sì a intrattenere ma non a far restare i giocatori incollati allo schermo e a lasciarli a bocca aperta con colpi di scena. Uno dei motivi per cui il giocatore non prova così tanto entusiasmo e voglia di continuare a giocare per lunghe sessioni è dato, purtroppo, dal combat system, che esamineremo più avanti.

Gameplay – Tanta azione e tanta confusione

Pur essendo un musou, Persona 5 Strikers riesce a mantenere alcune delle caratteristiche da JRPG del capitolo originale, come il salire di livello per i personaggi e le Personae oppure l’aumentare le statistiche di questi ultimi con particolari oggetti. Oltre questi due vi è l’aggiunta di un ulteriore genere videoludico, caratteristica peculiare della serie, ossia quello della visual novel. Sebbene la quantità di testo sia considerevolmente inferiore rispetto ai capitoli principali, i dialoghi saranno comunque molto presenti sia durante la semplice esplorazione sia durante i combattimenti.

Una brutta nota negativa è il fatto che il gioco non tenga in considerazione i dati di salvataggio di Persona 5, non permettendo così di proseguire le romance già intrapresa: per fare un esempio, nella mia run su P5 mi ero fidanzato con Makoto, ma la relazione non è stata mantenuta in Persona 5 Strikers, provocandomi grande angoscia (si scherza…forse). Questa nota negativa non riguarda solo le relazioni amorose ma anche quelle di amicizia: tutti i progressi fatti nel capitolo principale non vengono considerati, e nemmeno le Personae risvegliate saranno trasferibili, in quanto non è presente il sistema dei confidenti.

Persona 5 Strikers
La festa a sorpresa per Joker e Morgana

Nel mondo reale

L’avventura, come detto sopra, si divide in due fasi: l’esplorazione nel mondo reale, in cui è possibile parlare con altri NPC o con i membri del gruppo, e il combattimento nel Metaverso. Durante l’esplorazione sarà possibile girare per le diverse città che visiteremo, quindi non si rimarrà sempre nello stesso luogo: se all’inizio è possibile rivedere i luoghi principali di Persona 5, come Shibuya e Yogen-Jaja, quando verrà sbloccato il camper il gruppo si sposterà in luoghi diversi e mai visitati, come Sendai, Okinawa e Kyoto. Le città sono molto differenziate l’una dall’altra e alcune hanno attività specifiche. Sfortunatamente, l’esplorazione al loro interno è minima e si limita a 3 o 4 aree per località.

Ogni città, al suo interno, ha diversi negozi, in cui sarà possibile comprare svariati oggetti: si passa da farmacie, in cui comprare medicine e cure, a ristoranti, dove, oltre al cibo e agli ingredienti, si potranno apprendere delle ricette: in Persona 5 Strikers, infatti, vi è l’introduzione della cucina. Dopo aver ottenuto una ricetta, Joker è in grado di cucinare un determinato piatto grazie agli ingredienti. Questo piatto può essere usato in battaglia sia per recuperare HP e SP ma anche per fornire abilità e status in maniera veloce. Questa meccanica non ha nulla di complesso, e gli stessi ingredienti sono facilmente reperibili, ma ciò non impedisce che sia piacevole, soprattutto per i commenti dei personaggi.

Inoltre, la prima volta che si completerà una ricetta il legame aumenterà. Il legame è un nuovo meccanismo che serve ad aumentare attributi e potenziare abilità, introdotto al posto dei confidenti. Quando, durante le conversazioni con gli altri membri del gruppo, si risponde in maniera adeguata, si ottengono dei punti abilità, che permettono di aumentare alcuni valori. Questi possono riguardare le statistiche (HP, SP, forza, resistenza,…), possono aumentare la quantità di denaro ottenuta o possono far sì che alla fine delle battaglie si riottenga un po’ di salute. Sebbene inizialmente i punti guadagnati siano esigui, col procedere dell’avventura sarà possibile ottenere molti punti, il che renderà molto soddisfacente il cercare di completare la lista.

Nel mondo reale sono disponibili altre due funzioni: la stanza di velluto, al cui interno è possibile fondere Personae per crearne di più forti o potenziarle, e la lista delle richieste. Queste ultime costituiscono le missioni secondarie del gioco, che possono essere soddisfatte o parlando con alcuni personaggi nelle varie città o sconfiggendo mostri e recuperando oggetti nel Metaverso. Completando una richiesta potremo ricevere svariate ricompense, come oggetti, armi, punti legame e altro ancora. Molte di queste missioni sono simili tra loro, ma non risultano una la copia dell’altra, anzi è divertente completarle e soprattutto molto utile.

Persona 5 Strikers
Ecco come appaiono le richieste

Nel Metaverso

Se nel mondo reale il gioco ha un andamento piuttosto lento e calmo, come avveniva nel capitolo principale, nel Metaverso le cose cambiano drasticamente: combattimenti frenetici e caotici contro orde di ombre entrano a far parte dell’ordinario quando si esplora il mondo cognitivo. Il giocatore, dopo aver selezionato i membri del party che combatteranno con lui (quattro in totale, compreso Joker, che purtroppo non può essere tolto dal gruppo), può iniziare la sua avventura nel Metaverso.

Le ombre sono i principali nemici del gioco e, come nei normali capitoli, si dividono in ombre normali, che hanno l’aspetto di mostri umanoidi o ibridi, e Personae, ossia quelle dotate di affinità e debolezze che, una volta sconfitte, potrebbero diventare Personae di Joker. Le ombre sono le stesse presenti in Persona 5, e presentano più o meno gli stessi attributi: Jack Frost, mascotte di Atlas presente in molti dei titoli della serie, ha il potere del ghiaccio ed è debole al fuoco; Pixie, invece, è resistente all’elettricità e al sacro, ma è debole al ghiaccio, al maledetto e ai danni da arma da fuoco.

Prima di un combattimento, il giocatore può decidere come approcciarsi: può colpire il nemico frontalmente e far iniziare la battaglia; può coglierlo di sorpresa con un’imboscata in modo da togliere subito un po’ di HP ai nemici; può farsi vedere e colpire dalle ombre per far aumentare il livello d’allerta. L’approccio preliminare è molto importante, dato che sin dall’inizio si percepisce un livello di difficoltà più alto rispetto a quello previsto a causa del sistema di combattimento, che non è semplice da padroneggiare e, soprattutto nelle prime battute, risulta fin troppo tecnico e complicato.

Persona 5 Strikers
Le varie abilità delle Personae

Il combat system, che dovrebbe essere il fulcro del gameplay essendo Persona 5 Strikers un musou, non è per nulla semplice o immediato. I giocatori più esperti, magari, saranno in grado di padroneggiarlo prima di altri, ma anche questi ultimi avranno delle difficoltà iniziali. Il problema principale è dato dalla confusione che si crea nella visuale di gioco e dalla moltitudine di comandi e combo di cui ogni personaggio dispone. Ogni personaggio, inoltre, può sbloccare fino a 4 nuove abilità in combattimento, che si traducono in nuove combo o bonus dopo averne portata a termine una. Queste, sebbene rendano più versatili i combattimenti, non fanno altro che complicare ancora di più le cose.

Spesso, andando avanti con la storia e dopo aver preso mano con i comandi, il giocatore preferisce usare sempre determinati personaggi, in quanto il loro move set è più congeniale al proprio stile di gioco: scegliendo Ryuji e Yusuke si predilige il corpo a corpo, mentre con Ann e Haru si prediligono i colpi a distanza. Ogni personaggio è dotato di due tipi di attacchi escludendo quelli delle Personae: attacchi corpo a corpo, che consistono nell’uso delle armi bianche, e attacchi a distanza, ossia pistole e fucili. Ogni giocatore può usare un solo tipo di arma, ma ne esistono di diverse, alcune con abilità proprie.

Mentre le armi per il corpo a corpo possono essere cambiate per ottenerne di nuove con maggior potenza, le armi a distanza rimangono sempre le stesse e hanno un numero limitato di colpi. La cosa buona, e anzi ottima, è il fatto che al termine di ogni combattimento le munizioni si ricarichino automaticamente, in modo da essere nuovamente disponibili con tutti i colpi durante la battaglia successiva. Durante i combattimenti, infatti, è indispensabile riuscire a usare qualsiasi tipo di arma per portarsi in vantaggio sugli avversari, e sapere padroneggiare le armi a distanza è fondamentale, in quanto permettono di causare danni mantenendosi a distanza di sicurezza.

Ciò che rende complicato imparare i move set dei vari membri del party è il fatto che il giocatore si ritrova fin dall’inizio con tutti i membri già sbloccati. Di conseguenza, è necessario più tempo per provare tutte le mosse e abilità e per valutare attentamente quelli che sono i punti di forza e le debolezze dei personaggi. Facendo un paragone con un altro muosu, ossia Hyrule Warriors: L’era della calamità, il fatto di sbloccare i personaggi col procedere della storia ha fatto che sì che prima imparassi i move set di quelli già a disposizione e poi mi dedicassi ai nuovi personaggi sbloccati con più calma.

Persona 5 Strikers
Elenco dei personaggi utilizzabili

Per quel che mi riguarda, questi problemi sono durati per i primi due o tre dungeon. Successivamente sono stato in grado di padroneggiare più o meno tutti i personaggi. Tuttavia, se degli gli altri membri del gruppo risulta più semplice capirne il move set, con Joker la questione si complica a causa della sua natura da trickster, che gli permette di assorbire più ombre alla volta. Il giocatore deve essere quindi in grado di leggere le debolezze avversarie e di scegliere la Persona più adatta per vincere. Nelle prime fasi ciò risulta estremamente complicato sempre a causa del problema legato alla troppa confusione nell’area di gioco.

La troppa confusione è probabilmente il problema più grande di questo titolo, il che però va contro la natura stessa del suo genere, in quanto essendo un musou ciò dovrebbe essere uno dei punti di forza. Atlas e Omega Force non sono riusciti a creare quel giusto bilanciamento tra orde di nemici e abilità spettacolari che rendessero più scorrevole il titolo. Ciò che si ha è quindi una zuffa continua contro nemici in grande numero che però fanno rallentare notevolmente l’andamento del gioco. L’idea poi di inserire dei dialoghi, a volte anche importanti, durante i combattimenti è sbagliatissima, in quanto non è semplice leggerli mentre si deve fare attenzione alla battaglia.

Alla luce di quanto detto finora, il combat system di Persona 5 Strikers non è sicuramente un disastro, dato che comunque riesce a risultare soddisfacente soprattutto nelle fasi più avanzate. Il problema della confusione persiste anche più avanti, ma dà sicuramente meno fastidio che all’inizio, in cui sembra quasi uno scoglio difficile da superare. Un altro piccolo “problema”, che è meglio definibile come pecca, è la mancanza di un contatore delle combo: quando il giocatore impara a sfruttare appieno i personaggi riesce a combinare molti attacchi anche con gli altri personaggi. La mancanza di un contatore si fa sentire, ma non è ovviamente un problema così grande, e anzi a qualcuno potrebbe anche non infastidire.

Persona 5 Strikers
Alcune delle abilità della Persona di Ann

Comparto tecnico – Nel bene e nel male

Prestazioni e grafica

Mentre il gameplay ha mostrato più volte alcune problematiche, dal lato delle prestazioni non abbiamo nulla di cui lamentarci. Nelle mie 40 ore di gioco totali non ho mai riscontrato cali di frame, che si assesta tra i 55 fps e i 60 fps, o altri artefici tecnici, come pop-in di elementi scenici e di sfondo. Per quanto riguarda la grafica, sia cut-scenes con grafica in-game che quelle animate sono veramente belle, in particolare le prime sono fatte ancora meglio che in Persona 5 e Persona 5 Royal.

Vi è tuttavia qualche problema a livello delle texture, anche se questo è limitato a edifici e pavimenti. Ciò risulta fin troppo evidente, e dà molto fastidio, quando la telecamera inquadra il pavimento e i piedi dei personaggi, mostrando un contrasto troppo grande. Le texture dei personaggi e degli NPC sono realizzati, infatti, molto bene, e ciò penalizza abbastanza il lavoro di Atlas e Omega Force, in quanto sembra che non si siano sforzati di rendere tutte le texture belle da vedere.

Un problema che stavolta riguarda le fasi di esplorazione è l’eccessiva presenza di muri invisibili, che rendono frustranti alcuni punti delle mappe. L’aver aggiunto la possibilità di saltare dona al giocatore una grande dinamicità, in quanto adesso può spostarsi sia in orizzontale che in verticale. Con i muri invisibili, però, capiterà molto spesso di non poter saltare un ostacolo piuttosto basso e facilmente scavalcabile Questo problema è percepibile maggiormente nelle sezioni 2D, fatte veramente male e brutte da attraversare. Sebbene nel mondo reale il salto non sia implementato, la presenza di muri invisibili si fa sentire lo stesso, anche se in maniera ridotta.

Comparto sonoro

All’inizio del gioco ci verrà chiesto se vogliamo utilizzare le musiche di Persona 5, quelle di Persona 5 Royal o delle versioni riarrangiate. In qualunque caso potremo godere delle canzoni divenute celebri con questo capitolo, tutte cantate da Lyn Inaizumi e composte da Shoji Meguro, e altre completamente nuove, composte stavolta da Atsushi Kitajoh e Gota Masuoka. Che siano già conosciute o nuove, le musiche del gioco sono tutte molto belle, ritmate e incalzanti, adatte dunque al genere dei musou. Tra le nuove ost quella più bella è, a parer mio, Daredevil, mentre tra quelle già ascoltate vi sono le intramontabili Last Surprise e Rivers in the Desert.

Già apprezzati nel capitolo principale, anche i doppiatori hanno fatto un ottimo lavoro, sia inglesi che soprattutto giapponesi. Le voci di Joker, Ryuji, Yusuke, Makoto e Zenkichi in particolare sono state le più incisive e quelle che più ho apprezzato durante il gioco (quella di Joker, seppur non parli quasi mai, è udibile chiaramente quando seleziona una Persona). Anche le voci degli antagonisti, sia in versione normale che alterata nel mondo cognitivo sono fatte molto bene, segno di un grande lavoro recitativo a cui Atlas tiene tantissimo.

Persona 5 Strikers - La recensione del musou sequel di Persona 5 2
Joker e Arsène, la sua prima Persona

Persona 5 Strikers è un musou molto tecnico e caotico, sequel dell’acclamatissimo Persona 5. Durante il gioco potremo combattere contro orde di ombre sfruttando tutti i membri dei Ladri Fantasma di Cuori e le loro Personae, ognuna con abilità ed elementi diversi. Nonostante le aspettative, tuttavia, il gioco non riesce a prendere e intrattenere come il capitolo principale a causa proprio del combat system, che invece sarebbe dovuto essere il fulcro del titolo.

Nonostante qualche bella idea e una storia che riesce a coinvolgere, seppur dopo metà gioco, questo capitolo ha tanti difetti, molti dei quali non trascurabili. Il troppo caos che si genera durante i combattimenti rende difficile gestire i numerosi comandi, che vengono padroneggiati solo dopo molto tempo. Mentre il gameplay ha molte lacune, il comparto tecnico è invece di altissimo livello, con grafica e musiche molto belle, seppur con qualche sbavatura nelle texture di edifici e pavimenti.

Consigliato con riserva

PRO

  • Ottima scrittura dei personaggi
  • Storia interessante…
  • Ottime colonne sonore
  • Cut-scenes e grafica fatte molto bene…

CONTRO

  • …ma solo dopo metà gioco
  • Troppa confusione durante le battaglie
  • Tanti comandi e difficili da imparare
  • Nessuna importazione dei salvataggi
  • …ma alcune texture sono un pugno in un occhio
  • Troppi muri invisibili

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Di Davide Vitanza

Appassionato dai videogiochi sin da piccolo, sono cresciuto con Zelda e Pokemon, passando da Resident Evil a Medievil a Prince of Persia. Il DS è la console che mi ha segnato drasticamente, facendomi amare sempre di più i videogiochi. Oggi gioco la qualunque, dai Tripla A agli Indie, e apprezzo il gioco non solo in quanto fonte di divertimento ma anche in quanto forma d’arte, perché alla fine è questo che oggigiorno rappresenta.