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MAVRIX: quando la mountain bike diventa un videogioco fatto da chi la vive davvero

Un progetto nato tra bici, YouTube e sviluppo indie

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Matt Jones ha collaborato con il fratello Jono e con gli studi Cascade Interactive e Third Kind Games
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MAVRIX: quando la mountain bike diventa un videogioco fatto da chi la vive davvero

In un panorama videoludico pieno di sport estremi “finti”, MAVRIX si presenta con un biglietto da visita rarissimo: è un gioco di mountain bike open-world creato da chi la mountain bike la pratica davvero, a livelli altissimi.
Il progetto nasce dalla visione di Matt Jones, rider professionista di freeride e slopestyle, volto di Red Bull, vincitore di eventi di primo piano e protagonista della leggendaria Red Bull Hardline.

Questa non è solo una curiosità di marketing: si sente in ogni centimetro di terreno, in ogni salto, in ogni curva presa al limite. MAVRIX non prova a “simulare” la mountain bike: la traduce in linguaggio videoludico partendo dall’esperienza reale di chi vive lo sport sulla propria pelle.

Un progetto nato tra bici, YouTube e sviluppo indie

Dietro MAVRIX c’è un mix interessante di competenze: Matt Jones ha collaborato con il fratello Jono e con gli studi Cascade Interactive e Third Kind Games per costruire un gioco che non fosse l’ennesimo arcade senz’anima.

Il risultato è un titolo che respira autenticità: trail ispirati al Galles, linee credibili, salti che non sembrano “livelli da videogioco” ma spot reali. Il River Gap di Hardline riprodotto nel gioco è una dichiarazione d’intenti: qui si gioca su percorsi che esistono davvero, con la stessa filosofia di rischio, controllo e flow.

Gameplay: fisica, controllo e flow prima di tutto

Il cuore di MAVRIX è il suo sistema di controllo.
Il dual-stick separa sterzo e gestione del peso del rider, mentre i trigger gestiscono freno anteriore e posteriore in modo indipendente. Questo significa una cosa sola: la bici non è un’animazione, è un oggetto fisico con un comportamento credibile.

  • Wheelie, manual, flip e trick non sono “mosse speciali”, ma conseguenze naturali di come ti muovi.
  • Ogni salto va letto, ogni atterraggio va preparato.
  • Il feeling è quello di un gioco che premia la sensibilità, non il button mashing.

Il mondo di gioco è un open-world di circa 100 km², pieno di sentieri, seggiovie, drop naturali, spot nascosti e linee alternative. Non sei spinto solo a completare gare: sei invitato a esplorare, trovare la tua linea, migliorare i tempi e confrontarti con le leaderboard globali.

Il multiplayer aggiunge quel pizzico di competizione e show-off tipico della scena MTB: trovare la linea più folle e dimostrare di saperla chiudere pulita è parte dell’esperienza.

Carriera, sponsor e progressione

La modalità carriera introduce sponsor reali, sblocco di bici e abbigliamento, progressione graduale delle competenze del rider.
Non è una carriera ultra-narrativa, ma funziona come cornice per dare senso alla crescita del giocatore: parti “grezzo”, impari a domare la fisica, sblocchi nuove possibilità, ti costruisci uno stile.

Il bello è che non ti senti mai forzato: puoi giocare MAVRIX anche come puro sandbox di downhill e freeride, senza rincorrere per forza obiettivi.

Grafica e atmosfera: non vetrina, ma credibilità

Visivamente MAVRIX non punta alla grafica da cartolina fotorealistica. Punta alla credibilità.
I paesaggi ispirati al Galles funzionano, gli asset sono curati, e soprattutto il colpo d’occhio generale sostiene l’idea di “spazio reale da esplorare”. La colonna sonora con musica licenziata e un buon sound design (ruote, sospensioni, impatto sul terreno) completa l’immersione.

Non è un gioco che ti vende il “wow” da screenshot, ma quello che ti conquista dopo mezz’ora che stai cercando di chiudere una linea senza schiantarti.

Early Access con potenziale reale

In Early Access su Steam, MAVRIX è stato accolto con recensioni “Very Positive”, segno che l’idea di fondo funziona e che il pubblico di riferimento ha capito cosa sta provando a fare il team.

Il gioco non è ancora “finito”, ma il potenziale è chiarissimo:

  • base di gameplay solida
  • fisica credibile
  • mappa ampia
  • struttura aperta agli aggiornamenti futuri

Se gli sviluppatori continueranno ad aggiungere trick, trail e rifiniture al feeling di guida, MAVRIX può diventare un punto di riferimento per i giochi di sport estremi su due ruote.

Conclusione: un gioco fatto da chi ama davvero la mountain bike

MAVRIX non è un prodotto costruito a tavolino per piacere a tutti.
È un gioco fatto da chi la MTB la conosce, la pratica e la rispetta. Ed è proprio questo il suo punto di forza.

Se cerchi:

  • autenticità
  • fisica credibile
  • libertà di esplorazione
  • il piacere di trovare la tua linea perfetta

MAVRIX è uno di quei progetti che vanno supportati. Non perché sia perfetto, ma perché è raro vedere uno sport tradotto in videogioco con così tanto rispetto per chi quello sport lo vive davvero.

Senza nulla togliere a Descenders, Riders Republic, ma qui siamo di fronte all’Assetto Corsa dei videogiochi di Mountain Bike

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