I 3 MAI per cui dovremmo ricordarci sempre di Rocket Arena

I 3 MAI per cui dovremmo ricordarci sempre di Rocket Arena 1

A cura di Il Videogiocatore Povero

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Rocket Arena è un titolo estremamente divertente e sbagliereste a sottovalutarlo.
Però questa non è una recensione, è più una serie di constatazioni per cui secondo me TUTTI noi videogiocatori dovremmo prendere questo titolo e ricordarcene a lungo, oltre i suoi effettivi meriti.

1) MAI provare a prevedere le mosse EA

Partiamo subito con lo sparare sulla croce rossa: penso che nessun publisher di successo sia così disastroso da anni nelle gestione dei suoi titoli e dei suoi team fatturando comunque miliardi come Electronic Arts.

Ora, ovviamente potreste dirmi che se fattura miliardi non ha una gestione disastrosa, ma veramente sareste convinti di ciò?

Facciamo un paio di esempi

Respawn Entertainment è il team, senza dubbio, più talentuoso (al momento) della scuderia EA, eppure gli han boicottato un titolone come Titanfall 2 (edito da EA stessa, geni!) per forzare una svalutazione (poi mai avvenuta) dello studios ed acquisirlo a due lire.
Apex Legends lo han fatto uscire così senza manco annunciarlo e nonostante tutto ha portato tantissimi soldini.
Star Wars: Jedi Fallen Order ha avuto un successo clamoroso nonostante praticamente non sia stato fatto marketing su un titolo di Star Wars(!).

Oppure parliamo di Bioware, che ormai è l’ombra di se stessa ed è alle prese da tempo con una parodistica gestione del titolo che doveva rilanciarla definitivamente e che non riesco manco a nominare avendolo preso al day one a prezzo pieno (ma sApete beNissimo di chi sTo parlando ancHe sEnza noMinarlo).

Fermiamoci qua e passiamo al EA Play di quest’anno

Si son visti pochi titoli, ma nel marasma degli EA originals è stato presentato un titolo apparentemente un pochino derivativo seppur con qualche potenzialità (ma ne parleremo dopo): Rocket Arena.

Ora, nessuno si aspettava un capolavoro, però la sensazione era che con un lancio free to play e marketing adeguato avrebbe potuto attirare la sua bella nicchia di giocatori e divenire un discreto successo ed infatti, giustamente, EA lo ha lanciato a 30€ che è un prezzo quasi folle per tantissimi indie, figuriamoci per uno che puzza di microtransazioni (poteva mancare un bel season pass?) e free to play da lontano un miglio.
Pagina 1 del manuale di come azzoppare un titolo ed un potenziale brand di successo al lancio.

I 3 MAI per cui dovremmo ricordarci sempre di Rocket Arena 2

2) MAI bocciare un titolo prima di averlo provato

Ovviamente non sono così paraculo da bastonare solo EA, quello sarebbe troppo facile, ma devo bastonare anche un po’ noi videogiocatori (ed in primis me medesimo).

Ora, non è che lo scorso EA play sia stato un evento scoppiettante (eufemismo) ma quando è partito il trailer di Rocket Arena in tanti abbiamo pensato “t’oh, ecco uno pseudo hero shooter che prende un po’da Overwatch, un po’ da Fortnite e che sembra studiato apposta per i bimbiminkia con le carte di credito dei papà pronte all’uso, anche se sembra caruccio”, il tutto ovviamente con anche un po’ di puzza sotto il naso da videogiocatori gourmet.

E invece così, a sorpresa, ci siamo trovati un titolo che prende giusto un po’ di estetica dai titoli sopracitati, ma a livello di meccaniche stranamente il primo titolo che fa venire in mente è… Smash Bros!

Rocket Arena è uno sparatutto multiplayer (esiste anche un PvE coop, ma è bruttarello, passate oltre) online 3 VS 3 in cui avremo 10 (al momento) eroi tra cui scegliere, ognuno con la sua arma e dei poteri speciali unici che si ricaricano col tempo.
Ovviamente non c’è solo il dethmatch classico, avremo la solita variante del “king of the hill” ma anche qualcosina di più particolare come una modalità in cui dovremo lanciare una palla nella base nemica per segnare o una in cui raccogliere monete come il miglior idraulico baffuto di turno.

Dicevo però che il titolo ricorda a primo impatto Smash Bros, perché noi spareremo razzi agli avversari, ma invece di “ucciderli”, se li colpiremo, riempiremo una barra che se riempita del tutto li sparerà fuori dall’arena fino al respawn (non si muore se si viene sparati fuori, si verrà solo teletrasportati in un’altra zona).
Se la barra non è del tutto piena si potrà comunque essere sparati fuori o cadere per nostri errori di calcolo, ma in extremis c’è la possibilità di sparare razzi sui bordi per provare a rientrare (esattamente come in Smash c’erano dei salti e/o mosse per rientrare).

I 3 MAI per cui dovremmo ricordarci sempre di Rocket Arena 3

Le arene sono varie, valide come design e abbastanza contenute per rendere l’azione sempre frenetica.
Gli eroi son carini e tutti diversificati (anche se un paio dovrebbero essere nerfati) e dulcis in fundo, già dal lancio il titolo supporta il cross-play su tutte le piattaforme.
Cosa ottima, visto anche che per tipologia di gameplay mouse e tastiera son più precisi ovviamente, ma meno incisivi che in tanti altri sparatutto competitivi.

Insomma, morale della favola: tutti alla presentazione abbiamo snobbato questo titolo, ma pad alla mano ci siamo trovati con un gioco valido, divertente e con un unico vero grande difetto: il prezzo di vendita e la monetizzazione, ricollegandoci al punto 1.

3) MAI comprare i titoli al day one

Oh ecco, da Videogiocatore Povero e come rappresentante della categoria (auto eletto ovviamente, all hail the poor gamer!) questa è una cosa che dovremmo tutti tatuarci sulla mano che striscia il bancomat o che clicca sul bottone acquista: MAI MAI MAI comprare al day one!

In primis, dovremmo ormai essere abituati al fatto che il gioco al day one non è quasi MAI il gioco finito, completo e ripulito di bug (Rocket Arena è sorprendentemente pulito invece). Ogni tanto lo diventa col tempo, ma sarebbe sbagliato darlo per scontato visto che è una possibilità ma non una certezza.

Rocket Arena ci dà un motivo in più per ritardare i nostri acquisti:
ricordate il punto 1 in cui mi lamentavo del prezzo di lancio?
Bene, il gioco è uscito il 14 Luglio, al momento in cui scrivo (che è il primo agosto, due settimane circa quindi) è già stato aggiunto ad EA Access ed è in offerta su Playstation Store e Xbox store a 5€ circa con circa il 90% di sconto!
Solo due settimane dopo il lancio del titolo (well done EA!) siamo già a tutti quei passaggi che di solito si fanno per i titoli in calo e/o usciti da mesi.

Rocket arena

Per chi non lo avesse acquistato è sicuramente un’ottima notizia perché ripeto, il titolo è validissimo e per 5€ diventa un must buy assoluto, ma se invece foste nei panni di quei poveretti che lo hanno acquistato il day one (o ancora peggio, 3 giorni fa…) come la prendereste?
Io un’idea ce l’ho, ma non penso siano pensieri riportabili su un sito che si rispetti!

Se voleste provare Rocket Arena su Xbox Store (per gli abbonati gold e Game Pass Ultimate) e su Steam è in free weekend, poi magari acquistatelo visto l’offertaccia attuale oppure fatevi EA Access che per quello che costa secondo me vale tantissimo, come vi avevo già detto qui.
EA Access lo trovate anche su Amazon in versione annuale per Xbox o controllate sempre su Instant Gaming per eventuali offerte.


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Di Il Videogiocatore Povero

Dietro lo pseudonimo del Videogiocatore Povero si "nasconde" Matteo Parodi, player da oltre 25 anni partito da Sega transitando poi per Sony, Nintendo e Microsoft. Monitora continuamente offerte, abbonamenti e giochi gratis per trovare il suo "prossimo gioco preferito" (grazie MS) senza vincoli di genere o piattaforma con però la validità dell'esperienza come requisito fondamentale. Ha una sua pagina Facebook ed un canale Telegram dove condivide le offerte più interessanti del mondo videoludico raccontando però senza peli sulla lingua le sue esperienze e le sue opinioni.