Geo-Political Simulator 2026: 60€ per governare male come gli attuali politici
Geopolitica, fatta a videogioco
Un po' geek e un po' nerd. Mi dedico ai videogioco, ma ho un'occhio di riguardo per il mondo della tecnologia. Tra Star Trek e Star Wars vi dico Battlestar Galactica.
Geo-Political Simulator 2026: 60€ per governare male come gli attuali politici
Quante volte, vedendo la dirigenza politica di un qualche Stato, o anche quella nostrana, si fa strada quella vocina nella testa che dice “Se ci fossi io, fare questo!“? Diciamo che Geo-Political Simulator 2026 Edition, l’iterazione più recente del franchise Geo-Political Simulator dello studio francese Eversim, consente proprio di mettersi nei panni di un politico a “capo” di uno Stato e prendere decisioni a 360°. Grazie a una chiave fornita, posso offrire una personale e prima impressione sul videogioco.
Geopolitica, fatta a videogioco
L’idea a base di Geo-Political Simulator, è quella di fornire all’utente un prodotto nel quale organizzare creare un proprio organo politico, grazie al quale guidare un intero paese in tutte le sue dinamiche. Dalla crescita economica, decidendo cosa sovvenzionare (es. la ricerca medica) o cosa tassare (es. il disboscamento), ai rapporti con paesi esteri (sia confinanti che non). Non mancano situazioni dove un paese subisce un attacco e tu, nelle vesti di alleato, sei chiamato a prendere una posizione: con tutte le implicazioni del caso. C’è di più. Il gioco è alla sua 2026 Edition e nel panorama globale offerto, non mancano le diverse guerre attualmente in atto, come quella che vede protagoniste Ucraina e Russia, con tutte le implicazioni che ne derivano. Anche in questo caso, si ha la possibilità di interferire in diversi modi: con un intervento armato oppure con la diplomazia.

Questi aspetti costituiscono soltanto la superficie di Geo-Political Simulator, dal momento che il compito del giocatore è anche quello di scegliere ogni singolo membro che compone il governo. Badando bene all’orientamento politico e il rapporto di fiducia che le persone ripongono nel giocatore. A ciò si aggiungono anche eventi imprevisti come delle proteste indette dai sindacati dei lavoratori, a causa di stipendi e condizioni lavorative non adeguati. Il proprio compito sarà, dunque, quello di trovare un compromesso oppure un accordo che potrebbe gravare sull’economia dell’intero paese. E questo è un caso che viene menzionato fin da subito all’interno del tutorial (non proprio “completo” nello spiegare le meccaniche di gioco).
È interessante notare la presenza di molteplici scenari. Quando si inizia una nuova partita, si ha la possibilità di scegliere uno scenario tra i numerosi presenti. Due esempi banali sono quello della “Modalità libera governanti 2016”, nel quale viene rappresentata l’attuale situazione geopolitica mondiale (con nomi e cognomi puramente di fantasia), e “Rivoluzioni”, nella quale il giocatore viene chiamato a guidare un’organizzazione terroristica per rovesciare un regime autoritario e instaurare la democrazia. Sono presenti altri scenari, come “Sviluppo del turismo”, dove bisogna portare il proprio paese nella top 10, o altrimenti “Salva la tua azienda”, col compito di salvare un’azienda sull’orlo del fallimento. Insomma, gli scenari conferiscono la capacità di delineare una direzione specifica della propria partita.
Piccolo aneddoto. Avendo scelto l’Italia del 2026 come nazione da cui partire, dunque con un governo di estrema destra, ho deciso di sperimentare alcune azioni: rendere il paese effettivamente laico, diminuendo l’influenza della religione cristiana, grazie ad un referendum; diminuito le spese militari e tassato i ricchi; nuove leggi mirate a diminuire l’inquinamento generato nelle grandi città, limitando il traffico cittadino e potenziando i mezzi pubblici; eliminazione della censura nei prodotti multimediali, dando libertà assoluta agli artisti; potenziare l’istruzione e altri servizi per il popolo. Il risultato delle mie politiche, hanno portato il popolo ad apprezzare questa direzione e l’economia era in ripresa. Però è sorto un problema: libertà assoluta e laicità. I Cristiani sono andati in rivolta marciando su Roma e hanno ucciso i membri del governo, tra cui il mio (il Presidente del Consiglio), questo perché avevo preso alla leggera la loro “rivoluzione”.
Insomma, vi ho descritto in breve quanto è accaduto in una sessione, giusto per darvi un’idea delle azioni che possono essere compiute.

Nonostante sia un videogioco interessante, presenta una buona quantità di problemi
Lo studio Eversim deve fare i conti con un problema che, a cascata, genera una serie di problematiche importanti: la pessima condizione tecnica nella quale versa Geo-Political Simulator 2026. Il videogioco, dal punto di vista delle impostazioni, si limita a tre opzioni: “Risoluzione”, bloccata di base a quella nativa del monitor e dunque senza possibilità di modificare il rapporto (da 21:9 a 16:9), a meno ché non si seleziona “Con finestre” dove è possibile agire manualmente; un modestissimo “Livello di dettaglio” con dei preset che vanno da Basso a Molto Alto; infine “Dimensione dell’interfaccia”, che per l’appunto dà la possibilità di modificare la grandezza generale dell’interfaccia di gioco. Il problema principale, è l’ottimizzazione. Generalmente, da un videogioco di questo stampo, ci si aspetta che giri tranquillamente senza alcun problema di sorta, eppure il framerate medio si aggira attorno ai 30FPS con un frametime di 25-40ms, e un 1% Low di 20-24FPS, con casi dove il framerate arriva a 15FPS, il frametime raggiunge i 76ms e il 1% Low si ancora a 11FPS: questa condizione porta alla comparsa del fenomeno judder, ovvero dei testi a scorrimento problematici da leggere a causa della loro “scattosità” (complice anche un’interfaccia utente piuttosto spartana).
Per quanto abbia un gameplay estremamente statico, dover navigare nell’interfaccia o interagire con la mappa mondiale in queste condizioni, finisce per compromettere l’esperienza di gioco: d’altronde, giocare con un’emicrania crescente, non è proprio il massimo. Aggiungo anche il fatto che i monitor ultrawide non sono minimamente supportati, infatti se avviato a tutto schermo finisce per strecciare tutto quanto.


Rapporto qualità/prezzo completamente sfasato
Sulla carta appare come un videogioco dannatamente promettente e intrigante. Non capita spesso di poter giocare nelle vesti di un Capo di Stato, con la possibilità di gestire i membri del governo e i relativi ministeri, gestire i rapporti internazionali e il malcontento della propria popolazione. Eppure, il tutto viene minato da un’interfaccia utente estremamente grezza e spartana, che compromette la fruizione del gioco stesso, impensabile per uno studio che ha 10 anni di esperienza nel settore. L’aggravante è anche lo stato tecnico in cui versa il videogioco, che non lo rende godibile. Questo racchiuso in un prodotto dal valore di 59,99€. Una cifra veramente impensabile per come viene offerto. Nonostante non sia in accesso anticipato, viene da sperare che Eversim stia lavorando a delle patch per sistemare Geo-Political Simulator 2026 Edition, perché in queste condizioni (se questa fosse stata una recensione) sarebbe stato un Bocciato: senza troppi giri di parole.