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E-Sports 19 MAGGIO 2026 2 MIN LETTURA

Final Sentence: quando digitare velocemente significa sopravvivere

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Final Sentence: quando digitare velocemente significa sopravvivere

Nella mia lunga “carriera” da videogiocatore, fuori e dentro Q-gin, di giochi indie strani e particolari me ne sono capitati sotto gli occhi parecchi. Tra questi c’è stato anche un titolo in cui interpretavo i panni di un sasso, duro come la pietra, e… non dovevo fare nulla, ma proprio nulla, come ogni buon sasso che si rispetti. E no, non è una battuta: è successo davvero.

Ed è anche stavolta, bazzicando sulla pagina Steam, che mi sono imbattuto in un gioco che voglio segnalarvi, soprattutto se vi piacciono le cose bizzarre e particolari. Perché, credetemi, dire che è “strano” è davvero poco.

Sviluppato dallo studio russo Button Mash (oh, ’sti russi li trovo sempre a fare ste cose strane) ed edito da Polden Publishing, vi segnalo il battle royale Final Sentence. Ora, alcuni di voi, sentendo la parola battle royale, potrebbero pensare al classico clone alla Fortnite, in cui il vostro scopo è fare strage di nemici rimanendo l’ultimo giocatore in vita con la vostra arma da fuoco, che sia un fucile a pompa o una pistola. Ebbene, sulla prima parte vi direi che avete ragione, perché l’obiettivo è comunque restare l’ultimo in piedi, ma sulla seconda siete sulla strada sbagliata: è vero che avete un’arma, ma non saranno armi da fuoco, bensì la vostra tastiera, le vostre dita, la vostra velocità nello scrivere e il vostro sangue freddo.

Ambientato in una grande stanza in cui, assieme ad altri giocatori, sarete seduti a una scrivania con una macchina da scrivere, con accanto minacciose figure armate di pistola, lo scopo di questo battle royale è essere lo scrittore più veloce della partita. C’è un limite di tempo e di errori ben preciso e, se doveste essere lenti o fare troppi errori, il simpatico e amichevole figuro vestito di nero, con addosso maschera antigas e armato di pistola, vi farà uscire cortesemente dalla partita ficcandovi una pallottola in testa.

Insomma, Final Sentence si dimostra un battle royale davvero molto particolare e questo, ai miei occhi, conferma che nel mondo dei videogiochi c’è ancora spazio per roba sperimentale e fuori dagli schemi.

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