F1 2021: dalla novità Breaking Point alla Carriera in cooperativa — Recensione

F1 2021

A cura di Luca Maiolini

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F1 2021, primo titolo Codemasters ad esser pubblicato sotto l’etichetta EA Sports di Electronic Arts, è finalmente disponibile sugli scaffali dei negozi e negli store digitali e non potevo perdere l’occasione di pubblicare questa mia recensione!


La serie dedicata a Formula 1 è andata a migliorarsi di anno in anno, assicurandosi un successo sempre crescente. Nel tempo Codemasters ha dimostrato di aver trovato una propria quadra, proponendo ai giocatori una formula in grado di soddisfare gli appetiti di coloro che vogliono semplicemente fare qualche gara, magari invogliati dallo svolgimento del consueto Gran Premio, fino a quelli che desiderano un certo grado simulativo in un campionato online, seppur non fedelissimo. Ciò sta garantendo allo studio britannico di poter sperimentare con nuove modalità, come avvenuto proprio in questo F1 2021 con Breaking Point, modalità curata da Iain Sharkey (11-11: Memories Retold e Get Even) e Stephen Long (11-11: Memories Retold), fino alla Carriera giocabile insieme o contro ad un amico.

Breaking Point

Dopo quel esperimento che sembrava essere confinato all’interno di F1 2019, Codemasters è tornata proporre della narrazione all’interno della propria serie ludica, decidendo di dedicargli una certa attenzione. Attenzione che le ha consentito di proporre una campagna dagli spunti estremamente interessanti, che nel corso degli anni sono stati approfonditi — quasi esclusivamente — dal programma Formula 1: Drive to Survive di Netflix.

Jackson è un giovane pilota, che dopo il trionfo in Formula 2, approda ufficialmente in Formula 1. Affiancato dal professionista Akkerman, i due dovranno fare i conti tra loro, prima di riuscire ad instaurare un buon rapporto: da una parte c’è un giovane pilota desideroso di mostrare il proprio valore, mentre dall’altra un pilota professionista che non vuole farsi mettere i piedi in testa. Il tutto, viene enfatizzato dall’antagonista Butler, difatti non ci penserà due volte ad aizzare i due l’uno contro l’altro.

La storia non vuole raccontare soltanto di come Jackson arriverà a scalare la vetta, passando dal correre in Formula 2 fino all’ingaggio con uno tra i migliori team sulla piazza. Ai giocatori viene mostrata un’altra faccia della medaglia, quella che di solito non viene mostrata in televisione — ad eccezione del programma Netflix sopracitato — partendo dalle discussioni che avvengono nel team fino ad arrivare al sentirsi costantemente sottovalutati. Mentre tramite Akkerman, possiamo vivere il tutto dal punto di vista del pilota professionista, con una propria famiglia che si preoccupa per quanto avviene in pista — e non — fino a quel momento in cui si teme di venir messi da parte, perché non ritenuti più all’altezza della competizione a causa dell’età avanzata.

Breaking Point segna un ottimo punto di svolta

Sebbene la trama funzioni perfettamente per un videogioco di questo tipo, non possiamo dire lo stesso per la gestione narrativa.
Il problema alla base di Breaking Point è che si ha la continua sensazione di disputare delle gare coi soli Jackson, Akkerman e Butler. Difatti, durante le sequenze narrative, non viene dato alcun peso alle altre scuderie, salvo alcuni sporadici casi dove il buon Carlo Vanzini menziona il successo di Mercedes o Red Bull durante la premiazione sul podio. Il tutto viene accentuato quando, all’interno delle sequenze, fanno la loro comparsa piloti come Lando Norris, Max Verstappen e Lewis Hamilton, che a parte annuire e ricoprire un ruolo semplicemente di sfondo — pur interagendo coi protagonisti — non faranno altro.

Un aspetto che invece mi preoccupava molto, considerando quanto visto fino ad oggi nella serie, era il doppiaggio nostrano. Sotto questo aspetto, negli anni Codemasters ha dato prova di non riuscire a raggiungere degli standard qualitativi adeguati, ma al quale — in tutta sincerità, da adoratore — non ho mai dato troppo peso visto il genere videoludico di cui stiamo parlando.

Il discorso cambia radicalmente con l’integrazione di questa campagna narrativa, in favore del coinvolgimento. Per l’appunto, anche in questo F1 2021 non siamo difronte ad un doppiaggio che può esser definito “buono”, si passa dagli eccellenti Mosè Singh (Zenitsu in Demon Slayer), che interpreta il protagonista Aiden Jackson, e Stefano Albertini (Killer Croc nella serie Batman: Arkham di Rocksteady), che presta la voce a Brian Doyle, fino ai due cronisti nostrani Carlo Vanzini e Luca Filippi, che delle volte — in realtà accade spesso e volentieri — non riescono ad inquadrare la scena e, di conseguenza, non riescono ad inserire la giusta carica emotiva all’interno dei loro dialoghi.

In una delle sequenze finali, all’interno del nostro doppiaggio, è presente un errore. Carlo Vanzini scambia la Haas di Mick Shumacher con quella di Kevin Magnussen, quest’ultimo ritiratosi la stagione precedente.

Se da una parte abbiamo una scarsa interazione, o anche considerazione, nei confronti delle altre scuderie e degli altri piloti ed un doppiaggio che non riesce ad essere sempre all’altezza del proprio compito, dall’altra abbiamo uno sviluppo interessante dei due protagonisti, con un’evoluzione abbastanza scontata, ma che tutto sommato è gestita estremamente bene. Un plauso va assolutamente fatto anche al comparto grafico, grazie al quale l’espressività dei personaggi ha avuto un gran risalto! Per non parlare della messa in scena di alcuni momenti di gara, tra sorpassi e collisioni.

Longevità ed HUB

La longevità di Breaking Point si attesta attorno alle 8 ore circa, includendo anche le sequenze cinematografiche. L’arco narrativo parte dall’ultima gara della stagione 2019 di Formula 2 ad Abu Dhabi, passando per le stagioni 2020 e 2021 di Formula 1.

Di gara in gara, all’interno del HUB, si potranno monitorare l’email ed i social, ma anche leggere gli aggiornamenti relativi la Formula 1 in generale, come ad esempio un Sebastian Vettel che nel 2020 abbandona Ferrari per approdare in Racing Point, nella stagione 2021 rinominata Aston Martin.

Sempre all’interno del HUB, Jackson e Akkerman riceveranno delle chiamate da parte delle persone a loro vicine e dal mediatore Brian Doyle, che oltre ad aggiornarli tenderà a spronarli per fare del proprio meglio.

Scalare la classifica!

Così come l’anno scorso, anche in F1 2021 è presente la modalità Carriera Scuderia, dove — per l’appunto — si ha la possibilità di creare una propria scuderia e gestirne l’entrate e le uscite stringendo contratti con gli sponsor, grazie ai quali poter effettuare miglioramenti all’auto ed alle infrastrutture. Si può scegliere anche il proprio secondo pilota tra quelli presenti in Formula 2, Formula 1 e, se si ha acquistato la Deluxe Edition, si hanno a disposizione 7 piloti iconici: Michael Shumacher, Ayrton Senna, Alain Prost, Jenson Button, Nico Rosberg, David Coulthard e Felipe Massa.

Un aspetto che la contraddistingue dalla versione di F1 2020, è la progressione del secondo pilota e dei miglioramenti relative ai veicoli ed alle strutture, difatti capiterà che venga chiesto cosa fare in un determinato momento, come aiutare lo staff investendo del denaro per migliorare la qualità lavorativa oppure decidere in quale specifica statistica del secondo pilota investire.

Non può non mancare la modalità Carriera Pilota, con alla sua base le stesse impostazioni della controparte Scuderia, ma priva degli elementi gestionali riguardanti le finanze, sponsor e la gestione relativa al proprio compagno. In breve, è la modalità per eccellenza per chi vuole semplicemente correre, puntando al posto nella propria scuderia preferita e portare a casa il titolo di Campione, potendo scegliere se partire dalla Formula 2 oppure dalla Formula 1.

“Inizio Stagione Reale”

All’interno della Carriera Pilota, è presente una piccola novità denominata Stagione Reale, questa opzione consente di prender parte al campionato che si sta svolgendo attualmente, provvisto della classifica aggiornata in tempo reale, dove si può sostituire uno tra i canonici 20 piloti col proprio avatar, sfruttando il veicolo con le sue attuali prestazioni, e scegliere a proprio piacimento da quale Gran Premio partire tra quelli già disputati.

Prestate attenzione, prendere parte al campionato già avviato, comporterà il ritrovarsi col veicolo con delle parti usurate e coi progressi relativi alle Strutture e Ricerca e Sviluppo in uno stato avanzato.

Sfortunatamente, si tratta di un’idea senza alcun dubbio interessante, almeno sulla carta. All’effettivo, una volta avviata questa carriera, si tramuterà a tutti gli effetti nella classica Carriera Pilota, niente di più e niente di meno. Sarebbe stato senz’altro interessante poter disputare le corse settimanalmente, un po’ come accade con gli Eventi settimanali, di cui parlerò nell’apposito articolo dedicato al mutliplayer.

Il “mordi e fuggi”

Non mancano le modalità dedicate a quei momenti in cui si vuol disputare un determinato week-end od una semplice gara grazie all’onnipresente modalità Grand Prix oppure allenarsi ed effettuare il miglior giro su un determinato circuito con la modalità Prova a tempo, quest’ultima disporrà di una classifica globale coi tempi realizzati da tutti i giocatori.

Un multiplayer, con qualche nuova chicca

Se nella controparte “offline” si possono trovare delle novità tra alcune features dedicate alla campagna e la modalità Breaking Point, non si può dire lo stesso per il multiplayer che, fondamentalmente, ha come modalità inedita la carriera giocabile con un amico. Anche l’infrastruttura è rimasta fondamentalmente invariata, poggiandosi ancora sulle lobby che vengono “hostate” da un giocatore, coi conseguenti problemi che ne derivano come: un importante lag che può compromettere l’esperienza in alcune partite, schermate bloccate durante l’attesa ed altri crash di vario genere.

Continuano ad essere presenti gli Eventi settimanali, dove i giocatori si affrontano in un Gran Premio provvisto di Prove Libere, Qualifiche e Gara, dove si compete nel tentativo di piazzarsi in una posizione elevata nella classifica globale.

Non tutto però è rimasto invariato, il matchmaking è stato arricchito con un’interessante funzione che dà l’opportunità di avviare la ricerca di una lobby Amichevole in base alla difficoltà selezionata, comportando la presenza — o assenza — di determinati aiuti e l’allungamento delle sessioni (prove, qualifiche e gara).

La Classificata dove i giocatori avranno il loro spazio per giocare “sul serio”, in attesa che si apra la stagione Esports, non ha sortito cambiamenti. Sfortunatamente, si porta dietro gli stessi difetti presenti anche l’anno scorso: dei server che non sono all’altezza di un gioco su licenza ufficiale come F1 e la severità delle bandiere fin troppo elevata, ben al di sopra della realtà, che non tiene in considerazione il tempo perso o recuperato.

Una carriera in compagnia

Per la prima volta, è possibile poter affrontare la modalità Carriera Pilota anche con un amico online, sia come compagni di scuderia che avversari. Il giocatore che deciderà di avviare la carriera avrà il compito di gestire tutte le impostazioni del caso, da quelle inerenti agli aiuti a quelle relative alla Safety Car. Il problema dietro a questa scelta, è che se uno dei due giocatori di consueto gioca senza alcuni aiuti rispetto all’altro, i due dovranno scendere a compromessi.

In questa modalità si ha la possibilità di giocare sia come compagni che come avversari: nel primo caso, il giocatore che darà il via alla carriera, vestirà anche il ruolo di “Primo pilota” ed il suo compito sarà quello di curare gli aggiornamenti del veicolo, le sessioni che si dovranno disputare nel week-end di gara, la possibilità di cambiare scuderia e via dicendo; nel secondo caso i due giocatori saranno più autonomi, potranno gestire individualmente tutto ciò che concerne i potenziamenti, i contratti con le scuderie e le rivalità, ma le impostazioni e la gestione del campionato spetterà sempre al giocatore che ha avviato la carriera.

Un sistema di guida ben rodato, con l’aggiunta di qualche novità

L’ho già accennato, Codemasters negli anni ha perfezionato sempre più il sistema di guida di F1, proponendo un videogioco che di fatto risulta estremamente accessibile per i neofiti, grazie alla presenza di svariati aiuti, ma che può regalare qualche soddisfazione anche a quei giocatori che cercano un prodotto più simulativo. Proprio per quest’ultimi è stato ampliato il sistema dei danni a tutta la monoposto, passando dall’ala anteriore fino a tutto il corpo, dove i danni saranno visibili anche esteticamente, finendo per intaccare anche l’ala posteriore.

Tra le migliorie si può constatare anche un miglioramento nei confronti della IA, ora decisamente più reattiva, cambiando scia sia in attacco che in difesa, regalando dei sorpassi decisamente divertenti, ma che potrebbe spingere a sfruttare i cordoli, ora resi più pericolosi. Se l’anno scorso era consuetudine sfruttarli per effettuare sorpassi o per conservare velocità, in questo nuovo F1 2021 sono stati resi più “scivolosi”, infatti sarà estremamente più semplice perdere aderenza del veicolo se presi malamente, delle volte potrebbero far prendere anche “il volo” al veicolo, tanto che l’impatto col terreno può seriamente finire per danneggiarne il corpo, compromettendo le prestazioni.

Al centro delle novità, le Prove libere e le lunghe sessioni

Le Prove libere ricoprono un ruolo fondamentale all’interno della Carriera, per accumulare punti da reinvestire nei miglioramenti del proprio veicolo, oltre che ideare un asset efficiente.
Se lo scorso anno si dovevano completare numerosi programmi, da quello per acquisire familiarità col tracciato fino ai test relativi al consumo del carburante e del ERS, in F1 2021 sono stati tutti raggruppati in soli tre “gruppi” composti obiettivi “principali” e “secondari”.

Un’altra novità estremamente interessante, che trova maggior utilità nelle sessioni più longeve — come quando si vuole affrontare un Gran Premio nella sua interezza —, è la possibilità di poter sospendere una sessione in qualsiasi momento, grazie al “Salva una sessione in corso” presente all’interno del “Menu di pausa”. Questa nuova opzione permette di sospendere una sessione ed uscire dal gioco, per poi riprenderla quando si preferisce.

La miglior esperienza F1?

Al netto di alcuni difetti che, alla fin fine, non vanno a rovinare l’esperienza di gioco nel singleplayer, F1 2021 si presenta come il titolo più completo e con più modalità degli ultimi anni, spaziando dall’inedita Breaking Point, che coi suoi alti e bassi mostra alcuni aspetti di una Formula 1 che non venivano presi con molta considerazione, fino a diverse varianti della modalità Carriera, lasciando ampio spazio anche all’esperienza multiplayer, che però soffre ancora della mancanza di server dedicati. Questa mancanza non rende le partite troppo snervanti o frustranti — a patto di avere una connessione stabile —, però causa alcuni inconvenienti estremamente fastidiosi che portano a riavviare F1 2021.

Il completo rinnovamento dell’interfaccia, rende tutto estremamente più accessibile e chiaro anche per i nuovi giocatori, rendendo estremamente chiaro dove cercare le impostazioni per settare gli aiuti e le impostazioni di gara — come la lunghezza delle sessioni, le regole sul taglio curva e la presenza della Safety Car —, con risvolti estremamente positivi anche all’interno delle altre modalità come la citata Carriera Scuderia o Pilota, dove al più classico “Albero delle abilità” ha preso il posto un’interfaccia completamente nuova, più distintiva.

Consigliato, sia agli appassionati di racing game che ai neofiti del genere

F1 2021 l’ho giocato su un PC equipaggiato con un i5-7600k, una GTX 1060 6GB affiancati da 16GB di Ram DDR4 da 3000MHz, il tutto su un classico HDD. Ho impostato tutti i settaggi su Alto e, a parte qualche sporadico calo di frame, durante gare il framerate rimane costantemente sopra i 60FPS.

Pregi

  • Buon numero di modalità, sia offline che online
  • Breking Point consente di conoscere alcuni aspetti inediti della Formula 1
  • Estremamente accessibile, senza dimenticare l’aspetto simulativo
  • Rinnovamento dell’interfaccia grafica

Difetti

  • In Breaking Point si avverte la totale assenza degli altri piloti della Formula 1
  • L’altalenante doppiaggio italiano di Breaking Point fa storcere il naso
  • Stagione Reale aveva un ottimo potenziale, ma che a tutti gli effetti è stato sprecato
  • L’infrastruttura online non rispecchia gli standard attuali


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Di Luca Maiolini

Gli FPS a stampo militare erano il mio pane quotidiano e gli RTS facevano da contorno, Brothers in Arms ed Imperivm erano il mio chiodo fisso. Poi, venne il giorno in cui abbracciai PlayStation 3 e mi collegai alla rete, così una valanga di videogiochi mi piombarono addosso! Ad oggi mi ritrovo a giocare un po' di tutto, dai titoli Platinumgames fino ai JRPG di casa Square Enix.