Codemasters è stata acquisita da EA: speranze e paure

EA Codemasters

A cura di Luca Maiolini

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Ora è ufficiale, Codemasters è sotto la bandiera di Electronic Arts, assieme a tutte le sue produzioni (dai Formula 1DiRT, fino ad arrivare a Project CARS). A confermarlo è la stessa EA attraverso i canali social, come Twitter, assieme ad una breve clip che mostra le varie IP acquisite. 

Inizialmente Codemasters stava per essere acquisita da Take-Two, tanto che entrambe le aziende avevano già cominciato a rilasciare i consueti comunicati stampa, ma Electronic Arts si è “messa in mezzo” riuscendo a conquistare anche la fiducia dei dirigenti avanzando, allo stesso tempo, una proposta più allettante che ha causato il ritiro da parte dell’azienda proprietaria di Rockstar Games. 

Codemasters e EA: le dichiarazioni ufficiali 

Questo è l’inizio di una nuova entusiasmante era per i giochi di corse […] Il fandom delle corse continua a crescere in tutto il mondo e i franchise del nostro portafoglio combinato ci permetteranno di creare nuove esperienze innovative e portare più giocatori nell’eccitante mondo delle auto e del motorsport. I nostri team saranno una potenza globale nell’intrattenimento delle corse, con fantastici giochi per i giocatori di ogni piattaforma e non vediamo l’ora di iniziare.

Andrew Wilson, CEO di Electronic Arts 

Oggi è un punto di riferimento nella storia di Codemasters e una giornata emozionante per i nostri dipendenti e giocatori. La partnership con EA consentirà ai nostri team di portare i nostri acclamati franchise a nuovi livelli e raggiungere un vasto pubblico globale attraverso la loro rete di giocatori. Insieme possiamo ridefinire il panorama dei giochi di corse per creare esperienze ancora più avvincenti per gli appassionati di corse di tutto il mondo. 

Frank Sagnier, CEO di Codemasters

Le speranze

Che dir si voglia, Electronic Arts è un’azienda enorme in grado di rilanciare ed investire in progetti interessanti (Need for Speed del 2015 2015 o Star Wars: Jedi Fallen Order), ma oserei dire anche perseverante (Star Wars: Battlefront II). Tramite la propria etichetta EA Originals investe anche in progetti indipendenti, come A Way Out dell’ormai celebre Josef Fares (Brothers: a tales of two sons). Per tanto, vien da sé pensare che Codemasters avrà senza alcun dubbio un certo budget per le prossime pubblicazioni, soprattutto come quelle riguardanti Formula 1 (provviste di licenze ufficiali), che include a sua volta la Formula 2.

A Way Out

Oltre al mero pensiero posto sulla questione denaro, c’è anche la “forza lavoro” e proprio qui voglio ricordare una comunicazione da parte del Director del team di Formula 1: I circuiti sono l’elemento più intenso dello sviluppo. Per la creazione di un singolo circuito, è richiesto l’equivalente di 1 anno di sviluppo. Oltre alla sua realizzazione, c’è anche l’addestramento della IA ed il posizionamento delle telecamere.
Ultimo, ma non ultimo, ci sarebbe una parentesi da dedicare ai server, sempre di Formula 1, che regalano tantissime (negative) emozioni a causa della loro (esagerata) instabilità.

Ovviamente, anche Electronic Arts avrebbe da beneficiarne. La serie Need for Speed negli ultimi anni è stata vittima di imponenti alti e bassi, uno dei titoli di maggior successo e qualità risale soltanto al 2015, grazie al reboot sviluppato da Ghost Games (ora EA Gothenburg), ma da lì sono seguiti due titoli decisamente sottotono, tanto da “spingere” Electronic Arts a far ripiegare il team Ghost come supporto, con tanto di nuovo nome, rimettendo nuovamente Criterion a capo della serie — dopo diversi anni passati come “spalla” di DICE nei loro FPS. Dunque, in questo caso, l’esperienza di Codemasters maturata con la serie Grid e molte altre produzioni, potrà dare man forte (senza dimenticare che l’azienda britannica ha acquisito a sua volta Slightly Mad Studios, autori di Project CARS).

Project Cars 3

Tra le speranze più remote, c’è anche quella di riveder tornare Operation Flashpoint. Una serie sparatutto dalla vena fortemente tattica, che ha visto i primissimi due capitoli sviluppati da Bohemia Interactive Studios (ArmA), mentre gli altri, dal 2002 al 2011, sono stati sviluppati proprio da Codemasters. 

I timori

Electronic Arts negli anni si è andata a costruire una fama non proprio lusinghiera, che la vede come “Portatrice di sventura”. Sono numerosi i team che hanno chiuso una volta acquisiti, partendo da Pandemic Studios (autori dei primi Star Wars: Battlefront del 2004 e del 2005) fino ad arrivare a Danger Close Games (autori della celebre serie Medal of Honor, poi inglobati in DICE Los Angeles) e Maxis (The SimsSimCity).  
In realtà la lista è abbastanza lunga, ma alcuni fattori comuni che hanno portato alla chiusura dei vari studi, vedono gli incassi e valutazioni da parte della stampa specializzata e dell’utenza ben al disotto delle rispettive produzioni rispetto a quanto preventivato — effettivamente, potremmo dire che ogni produzione “mediocre” di EA, corrisponda ad un team di sviluppo chiuso.

E dunque, cosa aspettarsi?

Difficile a dirsi. Electronic Arts è un’azienda assai particolare, che negli ultimi tempi sta cercando di riscattarsi (almeno apparentemente).
La voglia di scommettere e non abbandonare Star Wars: Battlefront 2 è stata encomiabile (a parer mio), considerando i precedenti dell’azienda, così come è stato ammirevole assistere alla scommessa su Respawn Entertainment (studio acquisito nel 2017, fondato da Vince Zampella, capo anche della divisione DICE Los Angeles) nella realizzazione di Star Wars: Jedi Fallen Order. Di certo, i giocatori non dimenticheranno i recenti insuccessi ideati da BioWare (Mass Effect Andromeda e Anthem, le cui future sorti sono a rischio) o la chiusura di Visceral Games.

La speranza dei videogiocatori di vecchia data, è quella di veder tornare dei Need for Speed di qualità, dove la personalizzazione della propria vettura fosse il fulcro dell’esperienza, senza dimenticare il gameplay puramente arcade. Ovviamente non ci siamo dimenticati dei fan della serie Burnout, che manca da fin troppi anni (Burnout Paradise è l’ultimo della serie, uscito nel sempre più lontano 2008).
Insomma, speriamo che con l’acquisizione di Codemasters qualcosa si smuova anche in questo senso.


Voi cosa ne pensate di quest’acquisizione? Che ruolo pensate rivestirà Codemasters all’interno delle produzione di Electronic Arts nel prossimo futuro?


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Di Luca Maiolini

Gli FPS a stampo militare erano il mio pane quotidiano e gli RTS facevano da contorno, Brothers in Arms ed Imperivm erano il mio chiodo fisso. Poi, venne il giorno in cui abbracciai PlayStation 3 e mi collegai alla rete, così una valanga di videogiochi mi piombarono addosso! Ad oggi mi ritrovo a giocare un po' di tutto, dai titoli Platinumgames fino ai JRPG di casa Square Enix.