the last of us parte ii canzoni

10 Canzoni che ci ricorderanno per sempre un Videogioco

Durante la fase promozionale di The Last of Us Parte II, si è scatenata una polemica riguardante un presunto plagio riguardante la canzone utilizzata nel trailer “The Last of Us Part II – Official Extended Commercial” (che potete vedere qui sotto). Che sia realtà od una semplice polemica per attirare attenzione, poco importa in questa sede, ma proprio grazie a questo pretesto oggi si parla di musica nel videogioco, andando a vedere quali canzoni hanno segnato gli sviluppatori e le loro produzioni.

La musica è imprescindibile nel media videoludico, (sempre che non abbiate deciso di giocare a “The Quiet Man“), che sia essa legata alla colonna sonora oppure ad un semplice trailer. La capacità della musica di sottolineare e spesso costruire dalle fondamenta, un momento iconico, ne fa uno strumento potentissimo.

Non c’è autore di videogame che, per definire un contesto storico, sottolineare un’ emozione o semplicemente rendere un omaggio, non abbia approfittato della potenza evocativa della musica nei propri lavori.


La capacità della musica di sottolineare e spesso costruire dalle fondamenta, un momento iconico ne fa uno strumento potentissimo


In questo articolo vi racconteremo alcuni dei “matrimoni” più riusciti fra videogame e musica.

True Faith – New Order

Cominciamo proprio con The Last fo Us Parte II, nel trailer sopracitato, Ellie esegue in una versione acustica (proprio fonte di polemiche perché molto simile ad una cover di Lotte Kestner) di “True Faith“.

True Faith è un brano del 1987 dei New Order, formazione che può vantare fra le sue Hit più coverizzate anche il brano “Blue Monday“.

Del videoclip originale, visivamente onirico e assurdamente astratto, possiamo ricordare la scena dove due personaggi scandiscono il tempo in levare schiaffeggiandosi a vicenda ritmicamente.

Una curiosità riguardo i New Order: tutti i componenti facevano parte del gruppo Cult Joy Division, fra i cui membri si era fatto un patto. Se uno o più avessero lasciato il gruppo, gli altri avrebbero cambiato nome e genere musicale, cosa che avvenne, prima con il nome di New Division e poi con quello di New Order, a seguito del suicido del front man Ian Curtis.

True Faith è un brano del 1987 dei New Order

Mad World – Tears for Fears

Dalla New Wave britannica invece proviene un altro brano che si è legato indissolubilmente, grazie al suo trailer di lancio, all’immagine di un gioco. Questa sinergia si è radicata tanto nel pubblico che, non solo lo stesso brano è stato riproposto nel gioco stesso durante il terzo capitolo della saga, ma ha poi di nuovo fatto da colonna sonora al trailer della versione Remastered “Ultimete Edition”, quasi dieci anni dopo.

Parliamo di una delle esclusive più amate del brand Xbox ovvero “Gears of War” (oggi solo “Gears“).

Il trailer di lancio del Third Person Shooter realizzato, al tempo da Epic, si dipanava sulle note di un brano dall’arrangiamento minimalista e dall’atmosfera eterea. la traccia in questione era una cover di “Mad World“, riproposta da Gary Jules in questa versione già nella colonna sonora del film “Donnie Darko“, La Cover rivisita una Hit del Gruppo Britannico “Tears for Fears” (“Shout” e “Everybody Wants to rule the World” n.d.a.)

Originariamente uscita nel 1982, terzo singolo dell’album di esordio del Duo di Bath, “Mad World” ha ricevuto molte “rielaborazioni” da svariati artisti ed è stata inserita in molte colonne sonore, come ad esempio la versione di Jasmine Thompson, presente nella soundtrack di “Riverdale“.


“Mad World”, riproposta da Gary Jules in questa versione già nella colonna sonora del film “Donnie Darko”


Dal Regno Unito proviene anche uno dei personaggi più amati dai Game Designer sulla cresta dell’onda; un personaggio fondamentale per l’intera cultura Pop degli ultimi 50 anni: il Duca Bianco, David Bowie.

È impossibile contare gli artisti che sono stati ispirati dal genio istrionico di Bowie, e per questa nostra lista, ci limiteremo a nominarne due: Hideo Kojima e Sam Lake.

The Man Who Sold the World – David Bowie

Kojima non ha mai fatto mistero di quanto fosse influenzato dalle idee e dalle opere dell’autore e performer Britannico. Per citarne una: l’organizzazione “Diamond Dogs” prende il nome da una canzone di Bowie del ’74. Ma è in Metal Gears Solid V: The Phantom Pain, che l’omaggio del Game Designer Giapponese al Duca Bianco si palesa oltre ogni ragionevole dubbio.

Il brano è presente più volte nel titolo ed addirittura un intero capitolo ne porta il nome, lo Stesso Big Boss viene definito “The Man Who Sold The World“.

Il brano tratto dall’omonimo album del 1970, conosciuto ai più nella versione Unplugged eseguita dai Nirvana, non è riportato nel gioco nella versione originale, bensì in una cover eseguita da Midge Ure, apparsa per la prima volta nel film dell’82 “Party Party“, forse perché l’arrangiamento meglio si inseriva nel periodo storico in cui il titolo di Kojima ha luogo (o forse semplicemente Bowie non ha concesso i diritti!).

Space Oddity – David Bowie

Sam Lake, non è da meno, in quanto ad amore per la musica e per il personaggio di Bowie, ed anche lo scrittore scandinavo ha voluto omaggiare il suo idolo attraverso le proprie opere.

In Alan Wake il ritmo narrativo è scandito “ad episodi“, riprendendo la struttura formale di una serie televisiva. Oltre alla notevole colonna sonora originale di Petri Alanko, per ognuno dei sei episodi, Remedy utilizza come “sigla finale” un brano di artisti affermati (Depeche Mode e Roy Orbison per citarne alcuni). A chiudere il capitolo conclusivo del gioco è il “Space Oddity” di Bowie.

Il brano del ’69, scelto proprio per i suoi riferimenti all’alienazione e alla perdita di contatto con la realtà, detiene ancora oggi il record di singolo più venduto in Inghilterra ed è presente nel gioco nella sua versione originale.


Oltre alla notevole colonna sonora originale di Petri Alanko, per ognuno dei sei episodi, Remedy utilizza come “sigla finale” un brano di artisti affermati


Iron – Woodkin

Un brand che ha sempre legato le proprie campagne promozionali in maniera indissolubile a brani musicali è senza ombra di dubbio Assassin’s Creed di Ubisoft.

Nonostante in ogni capitolo del gioco fosse stata presente sempre e solo una colonna sonora originale, due trailer di lancio in particolare rimangono fortemente legati, nella mente dei videogiocatori, al brano che li ha accompagnati.

Un caso singolare riguarda l’artista francese Yoanne Lemoine, in arte Woodkin, il cui brano “Iron” del 2011, ha raggiunto il successo proprio dopo essere stato utilizzato come colonna sonora del trailer di Assassin’s Creed: Revelation, il titolo conclusivo della Saga di Ezio Auditore.

La calda voce Baritonale del performer e l’arrangiamento esotico, che alterna un ritmo tenuto con timpani a una sezione di fiati molto evocativa, supportavano con forza le immagini di un Ezio maturo, nelle battute finali della sua battaglia contro i Templari.

Teardrops – Massive Attack

Eppure non possiamo che tornare con la memoria al 2007, anno in cui, nel trailer cinematico del capitolo d’esordio della saga dell’ordine degli Assassini, Altair si mostrava in azione sulle note di “Teardrops“, già grande successo discografico dei Massive Attack.

Formatisi a Bristol alla fine degli anni 80, i Massive Attack sono a tutt’oggi considerati i fondatori spirituali del genere Trip-Hop. “Teardrops” il cui videoclip d’avanguardia ci mostra un feto cantare nel grembo materno, è arrivato sul mercato mondiale nel 1998, diventando un successo anche grazie alla splendida performance canora di Elizabeth Frazier, voce dei Cocteau Twins.

Una curiosità su Teardrops: fra le innumerevoli cover del brano, possiamo trovarne una performance di José Gonzales, cantautore Svedese, che con il suo pezzo “Crossroads” è presente anche nella Colonna Sonora di Life is Strange.

Obstacles – Syd Matters

Life is Strange di Dontnod, uscito su tutte le piattaforme nel 2015, si guadagna di diritto un posto d’onore fra i titoli con la colonna sonora più ricercata degli ultimi anni.

Parlando di Life is Strange diventa difficile separare l’esperienza dalla splendida colonna sonora originale curata da Jonathan Morali (già autore delle colonne sonore del film Möebius e La Question humaine n.d.a.), da quella della scelta di titoli già presenti sul mercato discografico, così come la stessa “Obstacles” dei Syd Matters.

Syd Matters è appunto il nome del gruppo musicale francese di cui Jonathan Morali è frontman, omaggio a uno dei fondatori dei Pink Floyd Syd Barrett, sostituito da David Gilmour a causa di un crollo psicotico dovuto ad abuso di LSD che hanno segnato per sempre l’artista britannico fino alla sua morte nel 2006.

Obstacles è presente alla fine del primo e del quinto episodio del gioco ed è stata anche tema portante di uno dei trailer di presentazione di Life is Strange.

Piano Fire – Sparklehorse

Tra i brani non originali presenti nella colonna sonora, vorrei fare una mia speciale menzione d’onore, citando il momento in cui Max e Chloe cominciano a saltare sul letto sulle note di “Piano Fire“.

Piano Fire è la terza traccia di “It’s a Wonderful Life“, terzo album di Sparklehorse, al secolo Mark Linkous, artista americano dalla vita molto travagliata, scomparso tragicamente nel Marzo del 2010.

Il brano è cantato in duetto con l’artista britannica Polly Jean Harvey. I toni distorti e l’amara melodia esprimono prepotentemente l’urgenza emotiva di entrambi gli interpreti, quasi discostandosi dalle immagini di gioia adolescenziale mostrate nella cut scene, rendendola comunque pregna di energia.

Life is strange ci conferma che non sono solo i videogiochi Mainstream a beneficiare del sodalizio con la musica.

Mafia III: abbracciando il classico Rock

All Along the Watchtower – Bob Dylan

Vorrei concludere questa lista con altre due speciali (e personali) menzioni riguardanti proprio un titolo che, nonostante il budget, non è riuscito a guadagnarsi la giusta posizione sotto i riflettori, ma che viene anzi spesso giudicato esclusivamente per le propri doti tecniche assolutamente non eccellenti.

Mafia III è un gioco ambientato nel 1968, in una località fittizia nel Sud degli Stati Uniti.
Come è abitudine del Brand in possesso a 2K, le colonne sonore del gioco sono scelte fra brani in voga nelle rispettive epoche in cui le storie hanno luogo.

È evidente che Mafia III gode di per sé del vantaggio di svolgersi in uno dei periodi più floridi per la musica moderna; la nascita del Rock, gli anni della Motown, i movimenti di rivoluzione sociale che sono culminati in festival musicali come Woodstock o quello dell’isola di Mann.

Parlare del momento della “strage del Sonny’s Bar” accompagnato dalle note di “Paint in Black” dei Rolling Stones sarebbe già di per sé un sufficiente biglietto da visita, ma il brano su cui vorrei portare la vostra attenzione è “All Along The Watch Tower“,presente nel Menù iniziale del gioco.

Il brano composto ed eseguito da Bob Dylan nel 1968, è presentato in Mafia nella più famosa cover Version di Jimi Hendrix, registrata nello stesso anno, tanto efficace e potente da offuscare l’originale. Molti altri artisti hanno reinterpretato il brano negli anni, famosa la versione di The Edge immortalata in nel Video-concerto Ruttle and Hum.

White Rabbit – Jefferson Airplane

La seconda menzione d’onore la ritroviamo in una delle missioni principali, dove veniamo allontanati dal contesto prettamente cittadino che contraddistingue i titoli Mafia. In questo “esercizio di stile” Hangar 13 sembra quasi volerci concedere uno “scorcio” di action adventure. È proprio alla fine di questa missione, nell’ultimo scontro a fuoco, che il gioco ci presenta uno dei momenti di maggior armonia fra ciò che giochiamo e ciò che ascoltiamo.

A fare da traino alla sequenza è la canzone del 1967 “White Rabbit” dei Jefferson Airplane, brano Cult del Rock Psichedelico riportato alla notorietà in pellicole come “Paura e delirio a Las Vegas” oppure (in una stupenda Cover eseguita da Emiliana Torrini) nel film “Sucker Punch“.

Come con Piano Fire, non finiamo per stupirci tanto davanti alla perfezione con cui i brani si sposano alle immagini di gioco, quanto nello scoprire che anche brani così poco Mainstream e soprattutto così poco conosciuti, possono presentarsi a ciel sereno nel bel mezzo di un’esperienza videoludica.


È proprio alla fine di questa missione, nell’ultimo scontro a fuoco, che il gioco ci presenta uno dei momenti di maggior armonia fra ciò che giochiamo e ciò che ascoltiamo



La musica è senza dubbio una forma d’arte dall’alto potere evocativo, e forse è questo il motivo per cui alcuni videogame si legano in maniera così indissolubile al ricordo di una colonna sonora o un brano utilizzato per un trailer.

Questi sono solo 10 esempi, ma siamo sicuri che ognuno di voi potrebbe elencarne 10 volte tanto. La musica riesce sempre a farsi spazio nei nostri ricordi, e porta con sé sempre qualcosa.


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